Il 18 novembre 1989 moriva a 27 anni, Donato Denis Bergamini, centrocampista del Cosenza. La verità che ci aveva consegnato la storia vorrebbe il campione ferrarese morto suicida sotto un camion che trasportava mandarini a Taranto, a 900 chilometri da casa, ma la tesi accreditata con le indagini degli ultimi anni, ricostruisce invece lo scenario di un delitto. Un omicidio mascherato da suicidio per questioni sentimentali, sarebbe quello che realmente è accaduto la notte di 30 anni fa su uno stradone della statale jonica, dove il corpo di Denis è stato ritrovato coperto di sangue, dopo la chiamata dell'ex fidanzata, Isabella Internò, che diede l'allarme.

Ad accorrere sulla scena dove Denis fu trovato cadavere, al chilometro 401 della strada Statale 106 jonica sulla quale il giovane stava viaggiando a bordo della sua ‘Maserati' bianca, fu il brigadiere Francesco Barbuscio, che raccolse le dichiarazioni della giovanissima Internò. "Si è tuffato sotto il tir", raccontò la ragazza mentre l'autotrasportatore alla guida del mezzo, il camionista Raffaele Pisano, colui che materialmente aveva investito Denis, annuiva. Passò dunque la versione del suicidio, nonostante la giovane età, i progetti professionali e personali e i successi della vita di Denis. Il calciatore che aveva giocato la sua ultima partita 5 giorni prima, infatti, aveva appena firmato un ottimo ingaggio ed era in procinto di sposarsi con Roberta, la vera fidanzata all'epoca dei fatti.

Isabella Internò, testimone chiave del presunto investimento, era in realtà l'ex fidanzata di Denis e si trovava con lui per caso. I due si erano lasciati qualche tempo prima dopo tre anni di amore finiti per la presunta gelosia di lei. Nel corso della loro relazione, Isabella, che si era fidanzata con Denis a 16 anni, aveva subito un aborto volontario a Londra. Rimasta incinta accidentalmente, Isabella Internò aveva deciso di non tenere il bambino quanto Denis si era rifiutato di sposarla, pur accettando di riconoscere suo figlio. Quell'episodio aveva marchiato per sempre la loro storia, segnando uno strappo irrecuperabile.

Denis e Isabella, dunque, si erano ritrovati quel giorno dopo un lungo periodo di silenzio e viaggiavano in auto insieme in direzione Taranto, dove secondo la ragazza l'ex si sarebbe voluto imbarcare per cominciare una nuova vita. Una versione che non trova alcuna conferma nelle testimonianze di chi era vicino al calciatore, che quel giorno si allontanò dal ritirò in tutta fretta, dopo aver ricevuto una telefonata, assicurando che sarebbe rientrato prestissimo. I magistrati dell'epoca non ritennero di disporre un'autopsia sul corpo di Denis e anche i vestiti vennero bruciati.

Nel 2016 sarà la sorella di Denis, Donata Bergamini, rappresentata dall'avvocato Fabio Anselmo, legale di Ilaria Cucchi, a far riaprire le indagini. Finalmente il procuratore Eugenio Facciolla ottiene che il corpo venga sottoposto ad autopsia. La verità che ne emerge è scioccante: ‘morto per asfissia‘. Denis, in poche parole, è stato soffocato e dopo gettato sotto le ruote del tir, per simulare un investimento. Indagata con l'accusa di omicidio finisce Isabella Internò, mentre il suo attuale marito, Luciano Conte, al tempo in servizio alla Mobile di Palermo, viene indagato per favoreggiamento insieme all'autista del camion. In questi anni la Procura ha vagliato diverse piste dal calcioscommesse al narcotraffico, escludendo, in ultima battuta, anche quella passionale. "Qualche verità, nessuna giustizia", commenta oggi Donata Bergamini, L'unica certezza, dopo 30 anni, è che Denis è stato ammazzato.