Tredicenne caduta dal balcone, no al rito abbreviato per l’ex 15enne. La mamma: “Giustizia sia fatta al meglio”

Il gup del Tribunale dei minori di Bologna ha rigettato la richiesta di rito abbreviato per il 15enne accusato di aver gettato dal balcone di una palazzina di Piacenza l'ex fidanzatina 13enne. A chiedere il rito abbreviato condizionato era stata la difesa dell'adolescente.
Il giovane era presente in aula oggi, giovedì 26 giugno. A lui è contestata anche l'aggravante dello stalking. Secondo l'accusa, il ragazzino avrebbe spinto lo scorso 25 ottobre l'ex fidanzatina 13enne dal balcone del settimo piano del palazzo nel quale abitava, colpendola anche alle mani per farla cadere dopo che quest'ultima si era aggrappata alla ringhiera per salvarsi.
Rigettata anche la contestazione della difesa sullo stalking. "Non si tratta di un nuovo reato, ma di un aggravante dell'omicidio" ha specificato la legale Anna Ferraris che assiste la madre della 13enne uccisa. Soddisfatta anche la donna, Morena Corbellini. "La giustizia sia fatta al meglio- ha affermato -. Con il rito scelto verranno fuori più cose".
In aula vi era anche la sorella della 13enne uccisa. "Nessuno mi ridarà mia sorella – ha sottolineato – ma la giustizia sta facendo il suo corso". Il 9 luglio ci sarà l'udienza di smistamento, durante la quale verranno trattate alcune questioni preliminari. In seguito verranno fissate le successive date del processo.
Dalle indagini era emerso che la 13enne caduta dal balcone aveva chiesto a Chat Gpt come comportarsi con il 15enne che aveva comportamenti violenti e ossessivi nei suoi confronti. Pochi mesi prima della sua morte, chiedeva all'intelligenza artificiale se dovesse o meno lasciare il fidanzatino. Alla fine aveva seguito i consigli di Chat Gpt e il 15enne aveva elaborato un piano di vendetta, gettandola dal settimo piano in un giorno in cui la 13enne non era andata a scuola.