Trauma cranico e lesioni su tutto il corpo: i risultati dell’autopsia sulla bimba morta a Bordighera

L’autopsia sulla bambina di due anni trovata morta a Bordighera il 9 febbraio ha evidenziato un trauma cranico e lesioni diffuse su dorso, addome, gambe e labbro superiore, non compatibili con una caduta accidentale. L’esame, condotto dal professor Francesco Ventura, direttore di medicina legale del Policlinico San Martino di Genova, conferma i sospetti degli investigatori: le lesioni potrebbero essere state causate da un corpo contundente, ma non è escluso che più fattori abbiano contribuito al decesso.
La morte, secondo i primi accertamenti, sarebbe avvenuta in un arco temporale più ristretto rispetto alla prima ispezione cadaverica, forse sei ore o meno. L’autopsia ha inoltre previsto prelievi di tessuti e liquidi per approfondimenti istologici.
La madre della bimba, 42 anni, si trova in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, mentre il compagno, Manuel I., 42 anni, è indagato a piede libero per lo stesso reato. L’ipotesi investigativa è che la bambina sia morta nella casa del compagno a Perinaldo e sia stata poi trasferita a Bordighera, dove la madre ha chiamato il 112 sostenendo che la figlia non respirasse. I soccorsi, giunti sul posto, hanno constatato il decesso.
La donna ha riferito che la bambina, “vivace”, sarebbe caduta dalle scale nei giorni precedenti, ma mai era stata portata in ospedale. Il medico legale aveva già riscontrato ecchimosi su più parti del corpo, incompatibili con una caduta accidentale.
Oggi i carabinieri del Reparto Investigazioni Speciali hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione del compagno per raccogliere ulteriori elementi utili. Gli avvocati delle parti hanno partecipato all’autopsia, insieme ai medici legali di fiducia. L’esame rappresenta un passaggio cruciale per stabilire cause e tempistica del decesso, fondamentali per il prosieguo delle indagini.