Tragedia del Natisone

Tragedia del Natisone, scontro in aula sull’intervento di salvataggio: “L’elisoccorso era fuori protocollo”

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Le tre vittime riprese in un video girato poco prima della tragedia
Continua il processo sulla tragedia del Natisone che ha portato alla morte di tre giovani. In aula è scontro sulla deposizione dell’ex responsabile Sores: al centro la classificazione dell’intervento.

Ieri, 20 ottobre, si è tenuto a Udine lo scontro sui criteri dell'intervento di soccorso che avrebbe dovuto portare in salvo Patrizia Cormos (20 anni), Bianca Doros (23) e Cristian Molnar (25), le vittime della tragedia del Natisone.

I tre ragazzi sono stati sorpresi e spazzati via da una piena del fiume Natisone il 31 maggio 2024. Le ultime immagini li mostrano abbracciati mentre l'acqua sale nel tentativo disperato di restare insieme. Per la loro morte sono indagati tre vigili del fuoco e un infermiere con l'accusa di omicidio colposo.

Lo scontro in aula sull'intervento dell'elicottero: "Era tecnico, non sanitario"

Lo scontro in aula ha visto contrapposti Amato De Monte, ex direttore della Sores del Friuli Venezia Giulia, e il procuratore capo di Udine, Massimo Lia. Secondo la testimonianza del direttore della Struttura Operativa di Emergenza Sanitaria, la telefonata dei vigili del fuoco delle 13:45 non avrebbe segnalato un allarme sanitario e che quindi l'uso dell'elisoccorso sarebbe stato "fuori protocollo", al contrario avrebbe dovuto essere attivato l'elicottero "Doppio Tango".

Per il procuratore, però, questa valutazione non darebbe stata valutata nella maniera corretta. Per Lia, la morte dei giovani sarebbe stata causata dalla negligenza dei soccorsi, tre vigili del fuoco e un'infermiera, in servizio alla centrale operativa del Sores quel pomeriggio.

Cosa è successo durante la tragedia del Natisone

Il pomeriggio del 31 maggio 2024 la piena improvvisa del fiume Natisone travolse tre ventenni che stavano facendo una passeggiata lungo l'argine, fermandosi in una lingua di terra poco distante dalla riva. Il repentino cambiamento delle condizioni meteo però ha impedito ai tre giovani di mettersi in salvo.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbero rimasti prigionieri dell'acqua e per salvarli sarebbe stato sufficiente un elicottero dotato di verricello, la corda che viene usata per trarre in salvo i cittadini in difficoltà. L'intervento non si è svolto in questo modo e per la Procura di Udine la colpa sarebbe da ricercarsi nella imperizia del personale Sores di turno.

Era stata Patrizia Cormos a effettuare la prima chiamata di aiuto alle ore 13.29, mentre il decesso per annegamento sarebbe avvenuto alle 14.10 circa. Il velivolo del soccorso è arrivato alle 14.13 circa. Quando i ragazzi erano già stati travolti dall'acqua. I corpi di Cormos e Bianca Doros sono stati ritrovati il 2 giugno, mentre quello corpo di Cristian solo il 24 giugno, all'interno di una grotta.

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