Un gruppo di attiviste del movimento No Tav questa mattina hanno dato vita a un flash mob nell'androne del palazzo di Torino che ospita la redazione del quotidiano La Stampa e la redazione locale di Repubblica: il sit in è stato organizzato per manifestare solidarietà a Nicoletta Dosio, l’attivista di 73 anni in carcere dal 30 dicembre. La donna è stata condannata per aver partecipato a una manifestazione del 2012 durante la quale circa 200 persone fecero passare delle automobili senza pagare il pedaggio dopo aver aperto un varco al casello di Avigliana sull’autostrada Torino-Bardonecchia.

Il collettivo “Donne in Movimento” ha rivendicato su Facebook l'iniziativa organizzata “per denunciare le narrazioni vergognose che il giornalismo fa della violenza sulle donne fino alla criminalizzazione del movimento No Tav che si oppone da 30 anni ad un opera inutile e ambientalmente insostenibile”. “Le donne in rivolta – è la conclusione del testo – scrivono la storia. Vogliamo Nicoletta Dosio libera subito“. Le attiviste hanno anche esposto alcuni striscioni con le scritte “No Tav” e “Lo Stato ci arresta, la ‘ndrangheta fa festa", in riferimento alle infiltrazioni della criminalità organizzata nella realizzazione della Torino – Lione. Intorno alle 13 le attiviste  No Tav hanno lasciato l’ingresso del palazzo e la redazione di Repubblica.

In un volantino distribuito durante la manifestazione le donne hanno scritto: "Siamo qui per manifestare la nostra indignazione per l'arresto di Nocoletta Dosio, storica militante No Tav,  condannata a un anno per interruzione di pubblico servizio, un reato non grave di per sé, ma che se compiuto in Val di Susa e da una No Tav diventa gravissimo, tanto da meritare il carcere. Staremo accanto a lei e a tutte le compagne e i compagni che vengono perseguitati perché non abbandonano le loro ragioni e i loro sogni". Una delegazione è stata ricevuta dal vicedirettore de La Stampa Andrea Malaguti, al quale ha ribadito le ragioni della loro protesta. Il sit in si è svolto senza violenze né disordini.