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Torino, ciclista muore investito da un camion della raccolta rifiuti

Un uomo di 72 anni, Salvatore Scala, residente a Rivoli, è stato investito da un camion dell’azienda pubblica di igiene ambientale Cidiu mentre era in sella alla sua bicicletta. È morto poco dopo l’arrivo in ospedale.
A cura di Davide Falcioni
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immagine di repertorio
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Un gravissimo incidente stradale si è verificato nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 18 febbraio 2026, all'incrocio tra corso IV Novembre e via Simioli a Rivoli, in provincia di Torino. Un uomo di 72 anni, Salvatore Scala, residente nella città piemontese, è stato investito da un camion dell'azienda pubblica di igiene ambientale Cidiu mentre era in sella alla sua bicicletta.

L'anziano è stato trascinato per diversi metri e le sue condizioni sono apparse fin da subito molto gravi ai soccorritori del 118, che lo hanno trasportato in ambulanza al vicino ospedale cittadino. Qui purtroppo i medici non hanno potuto fare nulla per salvarlo e hanno dovuto dichiarare il decesso. I rilievi sono stati eseguiti dagli agenti della polizia locale intervenuti sul posto. La dinamica precisa è in via di accertamento. L'unica cosa certa è che il camion ha effettuato una svolta in via Simioli provenendo da corso IV Novembre.

Nel 2025 222 ciclisti morti sulle strade italiane

Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale), il 2025 ha segnato un’impennata drammatica della mortalità tra i ciclisti, registrando un totale di 222 vittime. Si tratta di un incremento preoccupante del 20% rispetto all'anno precedente, una statistica che riporta l'attenzione sulla fragilità di chi percorre le nostre strade su due ruote.

La fotografia scattata dall'associazione rivela come la Lombardia detenga il triste primato nazionale con 48 decessi, seguita da Emilia-Romagna e Veneto. Il bacino padano si conferma l'area più a rischio, complice l'alta densità di traffico e la grande diffusione della bicicletta. Particolarmente allarmante è il dato sulla pirateria stradale: in ben 18 casi il conducente responsabile dell'incidente è fuggito senza prestare soccorso, lasciando la vittima al proprio destino.

L'analisi demografica evidenzia inoltre come le fasce più deboli siano anche le più colpite. Quasi la metà delle vittime appartiene alla categoria degli over 65, con 91 decessi che confermano quanto la ridotta prontezza di riflessi o la maggiore vulnerabilità fisica pesino nell'impatto con i veicoli a motore. Anche il calendario ha presentato i suoi conti più salati nei mesi di maggio e agosto, quest'ultimo segnato da un picco di 30 morti, il dato più alto registrato nell'ultimo ottocento per il periodo estivo.

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