Duecentonovanta morti, 388 feriti e un bilancio che potrebbe aumentare ancora. Il terremoto che ha devastato i comuni di Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli ha riaperto la discussione sulla sicurezza degli edifici e sulla qualità delle ristrutturazioni effettuate negli ultimi anni. Su tutto ciò, non appena sarà terminata l'identificazione delle salme e verranno celebrati tutti i funerali, verrà condotta un'inchiesta da parte della Procura di Rieti. L'ipotesi del procuratore capo Giuseppe Saieva è quella di disastro colposo, anche se al momento non è stato compiuto nessun sequestro né sono stati acquisiti documenti relativi alle ricostruzioni e alle opere di adeguamento sismico compiute negli anni passati, come nel caso dei crolli del campanile di Accumoli e della scuola di Amatrice. "Stiamo studiando la strategia di indagine – ha spiegato Saieva – ma fino a quando non avremo identificato l’ultima vittima non riteniamo di avviare altri accertamenti. All’ingresso del paese ho visto una villa schiacciata sotto un’enorme tettoia di cemento armato", racconta. "Poco lontano c’era anche un palazzo di tre piani che aveva tutti i tramezzi crollati. Devo pensare che sia stato costruito al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento".

Il procuratore capo ha quindi aggiunto: "Il personale della polizia giudiziaria che abbiamo a disposizione al momento è tutto impegnato nella delicata procedura di identificazione delle vittime. Non vogliamo intralciare i soccorsi e avremo sicuramente tempi e modi per compiere atti d’indagine, sequestri e acquisizioni documentali", ha concluso il procuratore.

L'allarme della Procura è purtroppo tutt'altro che esagerato. Una recente inchiesta condota delle Procure di Roma e Milano ha permesso di scoprire le false attestazioni (Soa) rilasciate da apposite società di certificazione (autorizzate a operare dalla disciolta Asvp-Authority di vigilanza per gli appalti pubblici) che si sono scoperte influenzabili.