Dopo giorni di costante discesa, ieri sono tornati a crescere i numeri dei ricoverati covid in Italia. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, infatti, le persone positive al Covid ricoverate con sintomi nei normali reparti ospedalieri sono 23.742, con un incremento di 94 unità rispetto al giorno precedente. Continuano a calare invece i pazienti in terapia intensiva con 67 posti letto occupati in meno anche se a fronte di 141 nuovi ingressi in reparti di area critica e 316 morti covid nell’ultima giornata. In totale a livello nazionale i pazienti in terapia intensiva sono 3.244, vale a dire una percentuale ancora molto oltre la soglia di allarme.

Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas, infatti, ora la percentuale di posti letto di Terapia Intensiva occupati da Pazienti Covid−19 in Italia si attesta al 36%, stabile rispetto al giorno precedente ma in area gialla. A livello nazionale quindi il dato è ancora nettamente sopra la soglia critica indicata dal decreto del Ministro della Salute come limite massimo, che è fissata al 30 per cento, ma nell’ambito di una fase di trend in discesa.

Al momento sono dodici le regioni oltre la soglia più una che è al limite, vale a dire il Friuli Venezia Giulia che si attesta infatti al 30 per cento. Quelle con percentuali più alte rimangono Lombardia (50%), Piemonte (45%), Puglia (44%), Toscana (43%) e Valle D’Aosta (43%). Sotto il 40 per cento invece Lazio, Emilia Romagna, Marche, Moline e Liguria. Poco sopra il limite la Provincia di Trento e la Calabria. Quest’ultima è anche un delle regioni con la più alta percentuale di posti letto occupati dai malati covid nei reparti non critici.

Per quanto riguarda i posti letto occupati in area non critica, invece, scendono ulteriormente a cinque le regioni oltre la soglia del 40% individuata come limite massimo dal ministero della salute.  A livello nazionale infatti la percentuale si è attestata da alcuni giorni sotto la soglia critica ed è ora al 36 per cento. In questo caso i numeri più alti in Piemonte con il 52% e in Puglia e Calabria con il 50%. Sopra la soglia infine anche Lazio (43%) e Marche (41%).