30.386 CONDIVISIONI
Conflitto in Ucraina
1 Marzo 2022
18:26

Sviene quando scopre che il figlio è morto in Ucraina: “Il suo ragazzo ucciso da un cecchino”

Sarsina, comune nella provincia di Forlì-Cesena, si stringe intorno a Lyuba, una donna ucraina che da anni vive in Italia e che nelle scorse ore ha ricevuto una drammatica telefonata: il figlio più giovane è morto in guerra, ucciso mentre scappava.
A cura di Susanna Picone
30.386 CONDIVISIONI
Foto Corriere di Bologna
Foto Corriere di Bologna
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Conflitto in Ucraina

Oggi doveva essere un giorno di festa per quel figlio al quale, dall’Italia, mandava dei soldi in Ucraina: avrebbe dovuto festeggiare il compleanno e invece, in un villaggio vicino Kiev, è il giorno dell’addio. Tutta Sarsina, comune nella provincia di Forlì-Cesena, si stringe intorno a Lyuba, una donna ucraina che da anni vive in Italia dove ha lavorato come badante. Una donna che nelle scorse ore, mentre camminava in paese, ha ricevuto la più drammatica delle telefonate: le comunicavano che il figlio più giovane Dimitri, che lei chiamava affettuosamente Dima, è stato ucciso durante la guerra in Ucraina. Trentaseienne con una figlia di pochi mesi, il figlio di Lyuba sarebbe stato ucciso da un cecchino mentre scappava dalle bombe dei russi che avevano preso di mira la fabbrica in cui lavorava. Ucciso da un colpo dritto al cuore.

E ora, come raccontano i quotidiani locali, a Sarsina tutti piangono per Lyuba, 70 anni circa, che in Italia ha una vita tranquilla. Per anni ha accudito gli anziani tra i paesi dell’Appennino romagnolo. “Mandava i soldi che guadagnava qua a Dimitri — le parole della titolare di un negozio di abbigliamento riportate dal Corriere di Bologna —. Dima aveva una sorella ma più indipendente. Appena è scoppiata la guerra, lei era preoccupatissima, con il suo italiano ancora stentato ma con tanta voglia di stare con la gente, ci parlava del figlio di come, anche prima della guerra, faticava a mantenere la famiglia. La figlia e la moglie Karina erano fuggite, ma lui no, perché avrebbe potuto sparare e difendere il Paese dall’invasione russa. Ma era il ragazzo a tranquillizzare la madre, le diceva che andava al lavoro scortato, in bicicletta, che non c’era pericolo”.

Quando la signora ha avuto la drammatica notizia ha avuto un malore in piazza ed è stata aiutata dai presenti prima ancora del 118. E ora tutti promettono che non la lasceranno sola: “Non la lasceremo mai sola, tutta la comunità le si stringe intorno”, dice il sindaco Enrico Cangini. Sul balcone del Comune dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina sventola la bandiera azzurra e giallo in segno di solidarietà e vicinanza per tutti i cittadini ucraini.

30.386 CONDIVISIONI
2598 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni