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Sui social inneggia all’aggressione alla prof di Bergamo, 15enne indagato ad Arezzo: disprezzo verso le donne

Il profilo social del 15enne, definito dagli inquirenti come animato da un forte sentimento di disprezzo verso il mondo femminile, è emerso dal monitoraggio degli ambienti dell’estremismo di destra e dei suprematisti condotto dall’antiterrorismo della Polizia di Stato. A casa aveva raccolto documenti su efferati omicidi ed attentati terroristici.
A cura di Antonio Palma
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Un ragazzino di 15 anni di Arezzo è indagato dalla procura minorile di Firenze con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere dopo aver postato sui social messaggi di violenza e odio razziali oltre a commenti inneggianti all’aggressione alla professoressa di Bergamo accoltellata da uno studente 13enne il 25 marzo scorso.

Il giovanissimo è stato individuato dalla polizia proprio per la sua esposizione social attraverso un profilo che è risultato legato agli ambienti social dell'estremismo di destra e dei suprematisti. Il minore infatti postava continuamente contenuti violenti tra cui alcuni che manifestavano anche apprezzamento per l'aggressione del 13enne all'insegnante.

Il monitoraggio continuo della Rete e degli ambienti dell’estremismo di destra svolto dagli agenti dall'Antiterrorismo della Polizia di Stato e dall'intelligence interna, infatti, ha fatto emergere il suo profilo portando alla luce elementi a suo carico ritenuti gravi. L’adolescente al momento deve rispondere dell’accusa di propaganda e istigazione a delinquere "per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa commessa attraverso strumenti informatici" ma le indagini a suo carico proseguono anche per verificare eventuali collegamenti con altri gruppi o persone.

A seguito della segnalazione dei suoi profili social, la Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice l'autorizzazione alla perquisizione dell'abitazione famigliare. L’operazione, scattata sabato scorso da parte dei poliziotti delle Digos di Firenze e Arezzo, ha fatto emergere quello che gli inquirenti definiscono "un forte sentimento di disprezzo verso il mondo femminile", oltre che contro gli stranieri. A preoccupare gli investigatori anche il rinvenimento nel cellulare del minore di alcuni video autoprodotti in casa in cui lui stesso impugna un grosso coltello da cucina e simula di sferrare fendenti a un cuscino poggiato sul divano.

Nella stessa abitazione la polizia ha rinvenuto anche documenti in cui il quindicenne aretino annotava contenuti che facevano riferimento a responsabili di efferati omicidi ed attentati terroristici del passato. Tutti elementi sequestrati per essere analizzati insieme al cellulare e una playstation nelle sue disponibilità trovati in casa.

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