Si è conclusa ieri, domenica 18 ottobre, la quinta edizione del Festival della Partecipazione di Bologna con un grande successo: nel corso della tre giorni in programma nel capoluogo emiliano, che per la prima volta si è svolta in modalità ibrida, metà in presenza e metà per via telematica a causa delle norme di sicurezza anti-Coronavirus, si sono alternati 257 relatori da quattro continenti, 41 reti civiche coinvolte, 540 partecipanti dal vivo e quasi 80mila collegati online che hanno discusso sul tema "La partecipazione nella società del rischio". Promosso da ActionAid Italia, Cittadinanzattiva, Legambiente e UISP, in collaborazione con Slow Food e la Fondazione per l’Innovazione Urbana, con il contributo del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, il Festival ha rappresentato uno spazio inclusivo e aperto dove a fare da protagonisti sono stati i cittadini e le cittadine che hanno dato voci ai loro diritti e all’attivismo che ha caratterizzato non solo i mesi della prima ondata pandemica, ma che costituisce l’ossatura dell’intera società.

Una riflessione importante che arriva in un momento in cui molti Paesi sono interessati da una seconda ondata di pandemia. Proprio nei giorni della quinta edizione del Festival della Partecipazione, il Governo italiano presenta alla Commissione Europea la prima proposta per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan). Come ricordano infatti le Linee Guida della UE, gli Stati membri sono “incoraggiati ad inserire nei loro piani il processo di consultazione con la società civile”. È rispondendo a questa richiesta che nell’ultima giornata della manifestazione, le associazioni promotrici del Festival hanno lanciato l’impegno ad avviare un percorso di monitoraggio civico del processo di definizione e attuazione dei piani che avverrà nei prossimi mesi, nell’ambito dell’attuazione del programma NextGenerationEU.

"Come ogni ricostruzione è indispensabile il coinvolgimento come parte attiva e consapevole del numero maggiore di attori sociali e civici – ricordano gli organizzatori –. L’ideazione, l’implementazione e la rendicontazione dei piani e progetti sarà quindi tanto efficace quanto condivisa. Per questo chiediamo al Governo di rendere tutto monitorabile, attraverso una Base Dati, una piattaforma aperta e tempestivamente alimentata, con dati geo-localizzati per ogni ambito tematico, su risorse programmate, spese, realizzazioni (con tempi e tappe previste), risultati (attesi e raggiunti), e i soggetti programmatori e attuatori". A condividere le conclusioni del Festival anche il Ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola, che in un video messaggio ha promesso la massima trasparenza sul monitoraggio e attuazione del fondo per la ripresa europea Next Generation EU. Un impegno, quello del Ministro Amendola, che sarà affiancato anche dal coinvolgimento degli attori sociali “a cui – ha dichiarato il Ministro – diamo la massima disponibilità a lavorare insieme per progetti e idee che diano forza al Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza".