Stuprò undicenne a Mestre, condannato a 14 anni il violentatore seriale Massimiliano Mulas

Nell'aprile dello scorso anno stuprò una ragazzina di 11 anni nell'androne della sua abitazione di Mestre, dopo averla seguita fino a casa. Ora Massimiliano Mulas è stato condannato a 14 anni di carcere dai giudici del tribunale di Venezia.
Il 45enne, da allora detenuto nel carcere di Gorizia, aveva già alcuni precedenti specifici, anche se non era mai stato definito "socialmente pericoloso", ma la richiesta della sua difesa di eseguire una perizia psichiatrica non è stata accolta dai giudici.
Le motivazioni della sentenza, arrivata ieri, mercoledì 4 marzo, saranno rese note tra 90 giorni. L'uomo è stato giudicato con il rito abbreviato, che consente di ottenere lo sconto di un terzo della pena. La giudice Benedetta Vitolo ha riconosciuto una provvisionale alle vittime, l'11enne e i suoi genitori, di 100mila euro, da far valere in sede civile.
Inoltre, per Mulas è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici, dalle scuole di ogni ordine e grado. E, anche quando uscirà di prigione, per altri due anni non potrà avvicinarsi a luoghi frequentati da minori, tanto meno assumere un qualsiasi impiego che preveda il contatto con dei bambini.
"Nella mia vita ho sempre sbagliato, anche non volendo – ha dichiarato Mulas in aula, si legge su Il Gazzettino – Mi vengono questi impulsi che non riesco a trattenere, ho chiesto aiuto, sto cercando uno psicanalista".
Il 45enne ha effettivamente iniziato un percorso di aiuto e il suo avvocato aveva chiesto che l’abbreviato fosse condizionato alla perizia psichiatrica, ma il lavoro degli specialisti non ha ancora prodotto alcuna documentazione.
Per questo la pubblico ministero Anna Andreatta si era opposta all'istanza e la giudice ha effettivamente scelto di accogliere la richiesta della Procura.
Dopo la violenza Mulas era fuggito, ma aveva perso documenti e portafogli, ed è in questo modo che i Carabinieri erano riusciti a identificarlo subito. L'uomo in passato aveva già aggredito altre donne, quasi sempre sulla porta di casa.
A Cavalese in provincia di Trento aveva tentato di violentare una 33enne minacciandola con un coltello. Dopo quattro anni e mezzo di carcere, aveva aggredito altre due donne. Altra condanna e poi altra aggressione a una minorenne in provincia di Cuneo.