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Stupra il figlio neonato e pubblica il video su TikTok, processo da rifare per un errore procedurale

Il processo riguarda un caso di violenza sessuale avvenuto a Bolzano. I giudici della Corte di Cassazione hanno rilevato un errore procedurale che rende nulle le due precedenti sentenze di condanna a dieci anni di carcere.
A cura di Davide Falcioni
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Immagine di repertorio.
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Un uomo di 35 anni, residente in Alto Adige, dovrà affrontare un nuovo processo per una vicenda che ha già portato a due condanne a dieci anni di carcere. La Corte di Cassazione ha infatti annullato le sentenze di primo e secondo grado, disponendo che il procedimento venga rifatto per un vizio di competenza dell’organo giudicante.

Secondo quanto emerso nelle indagini e accolto finora dai giudici, l’uomo avrebbe abusato sessualmente del figlio, un neonato di pochi mesi. Gli episodi sarebbero stati anche ripresi in video e successivamente diffusi su TikTok, circostanza che ha fatto scattare un allarme internazionale. Il filmato è stato individuato dalle autorità statunitensi, che hanno trasmesso una segnalazione alla polizia postale italiana. Da lì è partita l’inchiesta coordinata dalla Procura distrettuale di Trento, che in breve tempo è riuscita a risalire all’identità del presunto responsabile.

L’uomo è stato quindi rinviato a giudizio con accuse pesantissime: violenza sessuale aggravata e produzione e diffusione di materiale pedopornografico. Il Tribunale di Bolzano, sia in primo sia in secondo grado, lo aveva riconosciuto colpevole, infliggendogli una pena di dieci anni di reclusione.

La svolta è arrivata con il ricorso in Cassazione presentato dalla difesa. I giudici della Suprema Corte non sono entrati nel merito delle accuse, ma hanno rilevato un errore procedurale: nei casi di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima, quando questa ha meno di dieci anni, la competenza non spetta al tribunale in composizione collegiale, bensì alla Corte d’assise. Un vizio che rende nulle le sentenze precedenti.

Per questo motivo l’intero processo dovrà essere celebrato nuovamente. Il nuovo dibattimento è stato fissato a Bolzano per il 30 gennaio, davanti all’organo giudiziario ritenuto competente dalla Cassazione.

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