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15 Ottobre 2021
08:07

Studentessa no Green pass di Bologna torna in aula: lezione di nuovo sospesa, arrivano i Carabinieri

Silvia, la studentessa di Bologna no Green pass, è tornata in aula ieri dopo aver denunciato nei giorni scorsi di essere stata insultata e allontanata proprio perché priva di certificazione verde: questa volta si è presentata con 20 studenti no pass, la lezione è stata di nuovo sospesa e sono arrivati anche i Carabinieri.
A cura di Ida Artiaco
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È tornata in aula all'Università di Bologna Silvia, la studentessa di Filosofia che nei giorni scorsi aveva fatto parlare di sé per essere stata insultata dai compagni e allontanata dalla docente di di psicologia cognitiva perché priva di Green pass, al momento obbligatorio negli atenei italiani per seguire i corsi in presenza. La ragazza, che in un video circolato sui social e ripreso sabato in piazza Nettuno durante il corteo No pass, aveva denunciato quanto subito, si è ripresentata in aula, ieri mattina, accompagnata da una ventina di studenti anche loro contrari alla certificazione verde. Ma anche questa volta è finita con una lezione interrotta dalla professoressa Luisa Lugli, contestata con accuse come "violate la Costituzione", e con gli altri studenti in aula che avrebbero avvertito le forze dell’ordine, nel tentativo di far rientrare la situazione, come riporta Il resto del Carlino. Dopo che gli animi si sono calmati, la lezione è ripresa senza alcun problema.

Silvia nei giorni scorsi aveva denunciato di essere stata insultata dai compagni perché priva di certificazione durante una lezione universitaria e allontanata dall'aula. La sua versione, che ha fatto ben presto il giro di giornali e social network, è stata smentita dalla professoressa Lugli: "Che io abbia visto – ha precisato a Repubblica – non c’è stata nessuna aggressione, soltanto uno scambio di opinioni contrastanti. Anche perché, se fosse avvenuto in aula, chiaramente sarei dovuta intervenire", ha invece precisato la docente che ha anche affermato di non aver mai visto prima quella studentessa: "Ho riavuto lezione il giorno dopo, e anche oggi, e la ragazza non si è più presentata. Penso fosse la prima volta che veniva al mio corso, quantomeno in presenza". Secondo la ricostruzione della Lugli, "il personale mi ha comunicato che era presente una studentessa sprovvista di certificazione. Io l’ho invitata a uscire, a lasciare l’aula. E lei ha ribadito la sua volontà di rimanere. Quindi ho interrotto la lezione. Prima di farlo ho sentito il direttore. Secondo il protocollo di ateneo, noi docenti siamo tenuti a richiamare il corretto comportamento degli studenti, per salvaguardare la sicurezza di tutti".

La ragazza è diventata però un bersaglio sui social, fatto questo denunciato anche dalla madre. "Si è sentita braccata – ha spiegato la donna -. La professoressa le ha puntato il dito contro e adesso sui social si è scatenato il finimondo. Per noi questi controlli sono anticostituzionali e così la pensano gli studenti del gruppo di cui fa parte". Solidarietà a Silvia è invece arrivata dal gruppo "Studenti Unibo contro il Green Pass", che su Facebook hanno scritto prima di chiudere la pagina: "Esprimiamo piena solidarietà alla nostra collega Silvia, da giorni esposta a insulti e attacchi personali su testate e social media.È svilente notare come le infamie siano fomentate anche da opinionisti che si fregiano di essere contro la violenza, rispettosi di ogni essere umano, e che poi non perdono l’occasione di stimolare il pubblico ludibrio di una giovane studentessa". Secondo loro, "sono migliaia gli studenti universitari esclusi dalla frequenza delle lezioni in presenza a causa del lasciapassare verde, trattati come cittadini di secondo livello: esclusi da un’istituzione che dovrebbe essere inclusiva, indipendente, e che soprattutto dovrebbe rappresentare un luogo di tutela ed esercizio del pensiero critico. Siamo profondamente turbati dal clima ipocrita e violento che si è ormai creato, contro il quale ciascuno è chiamato a lottare per ristabilire un senso di comunità e reciproca solidarietà che da troppo tempo abbiamo perduto".

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