Uno dei problemi ancora oggi poco affrontati dell’emergenza coronavirus è lo stress psicologico e l’ansia che ha colpito migliaia di italiani costretti a fare i conti con situazioni mai viste prima. Se fino ad ora le singole regioni si erano mosse autonomamente con iniziative locali, spesso con il supporto di volontari e di enti no profit e associazioni, per affrontare il problema da oggi scendono in campo anche la protezione civile nazionale e il Ministero della Salute con un numero verde per il supporto psicologico. Dal 27 aprile infatti chi sta soffrendo di attacchi di ansia, stress, paure e disagio legati al timore del contagio, alle misure di isolamento, alle incertezze economiche o comunque a problemi inerenti l’emergenza coronavirus, può rivolgersi a un numero apposito a livello nazionale per avere supporto da parte di esperti

Il numero verde di supporto psicologico 800.833.833, nato anche grazie alla collaborazione del Ministero della Salute con Tim che ha concesso il sostegno tecnologico gratuitamente, sarà attivo tutti i giorni dalle 8 alle 24. Chi ne avesse bisogno troverà all’altro capo del telefono professionisti specializzati, tra psicologi, psicoterapeuti e psicoanalisti, che daranno conforto, sostegno e consigli utili. si tratta di personale che risponderà sia alle richieste di aiuto via telefono che online. "Il servizio sarà sicuro e gratuito", spiegano dal Ministero ricordando che il numero è raggiungibile anche dall'estero allo 02.20228733 e saranno previste modalità di accesso anche per i non udenti

L’iniziativa è organizzato su due livelli di intervento. Il primo livello di cui fanno parte più di 500 psicologi dell’emergenza, è di ascolto telefonico e si propone di rispondere al disagio derivante dal Covid-19. Nel caso di esigenza di un ascolto più approfondito e prolungato, le telefonate saranno indirizzate verso il secondo livello di cui fanno parte, oltre ai servizi sanitari e sociosanitari del SSN, 1500 psicoterapeuti volontari. In questa seconda fase si offriranno colloqui di sostegno, ripetuti fino a 4 volte, via telefono oppure on line, con l’obiettivo di favorire l’attivazione di un processo di elaborazione dell’evento traumatico.

“È una risposta strutturata ed importante messa in atto accanto a tutti gli sforzi della sanità italiana per fronteggiare al meglio la sfida del Coronavirus. In questo momento è fondamentale essere vicini alle persone che hanno bisogno di un sostegno emotivo, dare ascolto alle loro fragilità, affrontare insieme le paure” Ha spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza.