La strage di Erba di Olindo e Rosa
13 Luglio 2018
10:32

Strage di Erba: definitivo l’ergastolo a Olindo Romano e Rosa Bazzi

Svanita l’ultima possibilità di riaprire il caso grazie all’esame di nuovi reperti. La Cassazione ha detto no all’incidente probatorio sugli elementi presentati dalla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, per i quali le portano del carcere si chiudono per sempre. Marito e moglie, trucidarono quattro vicini, tra cui un bimbo di due anni, in quella che i giornali chiamarono la ‘Strage di Erba’ nel 2006.
A cura di Angela Marino
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La strage di Erba di Olindo e Rosa

Definitivo l'ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due coniugi che l'11 dicembre 2006 uccisero quattro vicini di casa tra cui un bimbo di due anni, a Erba (Como). La Cassazione dice ha respinto la richiesta di incidente probatorio, finalizzato alla revisione del processo, sulla base dei nuovi reperti indicati dalla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi. È l'ultimo step del tentativo di riapertura del caso da parte dei legali di Olindo e Rosa, entrambi reclusi nel carcere di Bollate, che alcuni mesi fa hanno inoltrato richiesta di accertamenti irripetibili su alcuni reperti mai analizzati. Istanza che la Corte d'assise d'appello di Brescia ha respinto perché inammissibile facendo quindi scattare il ricorso che la difesa dei coniugi aveva presentato contro l'ordinanza, oggi definitivamente respinto dalla Suprema Corte di Cassazione, sebbene il pg della Cassazione, Massimo Galli, nella requisitoria scritta avesse invece chiesto l'accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Fabio Schembri, Luisa Bordeaux e Nico D'Ascola.

La strage di Erba

Nella strage che ha avuto luogo nello stabile di via Diaz, dove i coniugi, operatore ecologico lui, casalinga lei, abitavano l'appartamentino a piano terra, persero la vita Paola Galli (60 anni), Raffaella Castagna (30 anni), Youssef Marzouk (2 anni) e Valeria Cherubini (55 anni). Insomma, un'intera famiglia composta da padre, madre figlia, e il figlioletto di lei, sgozzato senza pietà sul divano, mentre le altre vittime, tra cui una vicina della famiglia Castagna, Valeria Cherubini, venivano finite a coltellate. Dalla strage di salvò per miracolo, Mario Frigerio, marito della Cherubini, colpito con un fendente alla gola che non lo uccise per un difetto congenito alla carotide. L'uomo, deceduto 73 anni nel 2014, è stato il principale accusatore dei coniugi, in quanto unico testimone oculare della strage. Ancora oggi i motivi che spinsero marito e moglie a commettere la mattanza sono poco chiari.

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