Strage di Crans-Montana, la Procura: “Incendio provocato da fontane pirotecniche, indagini sulla sicurezza”

L'incendio divampato all'interno del locale Le Constellation, a Crans-Montana, dove a Capodanno hanno perso la vita oltre 40 persone e sono rimaste ferite più di 100, è stato originato dall'accensione di fontane pirotecniche.
"In base allo stato attuale delle indagini, l‘incendio è stato originato dall'utilizzo di ‘fontane'. Si tratta di dispositivi non metallici contenenti una composizione pirotecnica che produce scintille e fiamme", si legge in una nota diffusa dalla Procura del Canton Vallese e dalla Polizia cantonale che indagano sull'accaduto.
"Sono progettati per essere posizionati a terra, fissati al terreno o a un supporto, oppure tenuti in mano. Le prime dichiarazioni dei testimoni descrivono un incendio che si è propagato rapidamente, generando una grande quantità di fumo e calore intenso. Tutto è avvenuto molto velocemente", prosegue la nota.
Indagini proseguono su lavori svolti nel locale e sul rispetto delle norme di sicurezza
"Il resto dell'indagine – prosegue la nota – si concentrerà, in particolare, sull'analisi del fascicolo ottenuto dal Comune, sulla conformità del lavoro svolto dai responsabili, sui materiali utilizzati, sulle vie di accesso di emergenza, sulle attrezzature antincendio e sul rispetto delle norme di sicurezza antincendio".
Nel comunicato la Polizia cantonale spiega inoltre che non sono stati emessi mandati di arresto nei confronti di Jacques Moretti e Jessica Maric, i gestori del locale indagati per omicidio colposo, perché non ci sarebbero le esigenze cautelari.
"Non sono state disposte misure coercitive nei confronti degli imputati perché i criteri richiesti per la custodia cautelare non sono, allo stato attuale, presenti", scrivono gli inquirenti.
"Attualmente non vi è alcun sospetto che gli imputati intendano sottrarsi al procedimento penale o alla prevedibile sanzione dandosi alla fuga. Gli altri criteri, cioè il rischio di recidiva o di inquinamento delle prove, non sono rilevanti".
Domani il rimpatrio di 5 salme dei giovani italiani morti nell'incendio
Tra le vittime del rogo ci sono anche sei ragazzi italiani. Avverrà domani, lunedì 5 gennaio, il rimpatrio con un volo di Stato di cinque delle sei salme.
Il corteo funebre partirà dal Centro funerario di Sion per procedere verso l'aeroporto militare della stessa città, dove le salme saranno imbarcate su un volo C130 dell'Aeronautica militare.
Da Sion l'aereo arriverà a Milano Linate alle 11.50, da dove quattro salme saranno trasferite a Milano, Bologna e Genova via terra. L'aereo proseguirà poi per Roma Ciampino, dove arriverà nel pomeriggio.
A bordo ci saranno i corpi di Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti, tutti 16enni. Le cinque salme partiranno alle 11. È quanto si apprende da fonti della Farnesina.
Il sesto feretro, che non sarà imbarcato, è quello della 15enne Sofia Prosperi che viveva a Lugano.
Undici pazienti ricoverati all'ospedale Niguarda
Attualmente ci sono 11 pazienti ricoverati all'Ospedale Niguarda di Milano. Lo fa sapere in una nota l'ospedale milanese che si è offerto per occuparsi dei feriti. L'incendio ha infatti messo sotto pressione le strutture svizzere e diverse persone sono state trasferite in nosocomi fuori dal Paese.
I primi 3 pazienti sono arrivati al Niguarda l'1 gennaio, a poche ore dall'evento. Altri 4 sono stati trasferiti il 2 gennaio da diversi ospedali della Svizzera, mentre ieri, 3 gennaio, se ne sono aggiunti ulteriori 2.
Nella giornata di oggi, domenica 4 gennaio, sono stati presi in carico 2 pazienti provenienti da Aarau e Zurigo. Quasi tutti i feriti hanno 15-16 anni, fatta eccezione per una donna di 29 anni e una donna di 55. Sette sono considerati in condizioni particolarmente serie e necessitano di cure più intensive.
Il Niguarda rimane a disposizione per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento considerato non trasportabile, così come per dare supporto e assistenza ad ulteriori feriti.
Le equipe che si stanno prendendo cura dei pazienti lavorano alla Medicina d'urgenza e Pronto Soccorso, al Centro Ustioni, alla Anestesia e Rianimazione. Le Sale Operatorie sono attive a regime con tutti i professionisti coinvolti, per garantire in tempo reale la piena assistenza a ciascuno dei pazienti.
Accanto a loro sono sempre presenti anche infermieri, tecnici, operatori sociosanitari e un team dedicato di psicologi, che assiste le famiglie.