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Strage Corinaldo, i periti: “Riscontrate irregolarità nella discoteca Lanterna Azzurra”

Altezza insufficiente, pendenza elevata e balaustre laterali in “pessimo stato conservativo”: sono alcune delle irregolarità riscontrate dai consulenti incaricati dal pm di Ancona di verificare le condizioni della discoteca “Lanterna Azzurra”, il locale di Corinaldo dove l’8 dicembre scorso sono morte sei persone che aspettavano Sfera Ebbasta.
A cura di Susanna Picone
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I consulenti incaricati dal pm di Ancona di verificare le condizioni della discoteca “Lanterna Azzurra”, il locale di Corinaldo dove la notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso sono morte schiacciate sei persone, hanno riscontrato diverse irregolarità. Tra queste, l’uscita numero 3 dalla pista 1 del locale a quanto emerso presentava diverse “difformità” dalle norme di riferimento: si parla di altezza e capacità di deflusso insufficienti, pendenza elevata, carenza di un corrimano centrale, balaustre laterali non idonee a resistere e in quello che è stato definito un “pessimo stato conservativo”. Le irregolarità sono state segnalate dai due consulenti – l'ingegnere Marcello Mangione e il professore Costanzo Di Perna – incaricati dai pm nell'inchiesta per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Tra le difformità rilevate si segnala l'assenza nella pista 1 di cartelloni per indicare il punto di raccolta in caso di esodo e due locali guardaroba ubicati in modo tale che l'uso poteva costituire un ostacolo al deflusso del pubblico. Le balaustre – inoltre – “non erano idonee a sopperire alle spinte d'affollamento”.

Le indagini dopo la strage di Corinaldo – Sei persone – cinque ragazzi e una donna di 39 anni mamma di quattro figli – morirono nella calca alla discoteca “Lanterna Azzurra”, dove la folla aspettava l’arrivo del trapper Sfera Ebbasta. Il cantante quella notte avrebbe dovuto esibirsi per un dj set. A quanto emerso nelle ultime settimane, anche lui potrebbe essere sentito nell’ambito delle indagini sulla tragedia in discoteca. A ipotizzarlo è stata la Procuratrice di Ancona Monica Garulli precisando che sarebbe in relazione alla necessità di capire qualcosa di più sull'organizzazione dell'evento. Nell'inchiesta ci sono una decina di indagati, tra proprietari dell'immobile, gestori dell’attività, addetti alla sicurezza, un dj e un minorenne accusato di avere usato lo spray urticante ma che avrebbe un alibi.

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