“Sto male, non posso lavorare”, ma va al concerto di Vasco Rossi: operaio licenziamento a Bari

Il concerto della vita gli è costato il posto di lavoro. Un operaio di Bisceglie di 52 anni si è visto respingere il ricorso dal Tribunale di Trani dopo essere stato licenziato per aver finto una malattia pur di non perdere la tappa barese del tour di Vasco Rossi. Oltre a restare disoccupato, l'uomo è stato condannato dal giudice del Lavoro, Eugenio Carmine Labella, al pagamento di 5 mila euro di spese legali.
La vicenda – raccontata dal Corriere della Sera – risale al 26 giugno 2024. Quella mattina, il dipendente aveva inviato un messaggio WhatsApp e una mail al proprio responsabile, annunciando l'impossibilità di prendere servizio: "Sto male, ho una forte dissenteria e non posso venire a lavorare oggi e domani". Per blindare l'alibi, il giorno successivo aveva trasmesso anche un certificato medico che giustificava l'assenza per motivi di salute.
Il piano è andato in fumo quando l’azienda ha raccolto prove schiaccianti sulla reale destinazione dell'operaio. L'8 luglio, la società ha notificato l'avvio del provvedimento disciplinare per la rottura del legame di fiducia, scrivendo testualmente: "Lei è stato visto in compagnia di altre persone con zaino in spalla intento ad una fermata autobus. Nella circostanza pochi istanti dopo è stato visto salire sull’autobus e recarsi da Bisceglie a Bari alla volta dello stadio San Nicola dove ha assistito al concerto di Vasco Rossi il 26 giugno del 2024″.
In un primo momento, l'uomo aveva tentato di negare con sdegno, definendo le contestazioni "palesemente falsa, generica ed indimostrata" e sostenendo che nel periodo in questione "era rimasto a casa, in quanto era in malattia". La strategia difensiva è crollata durante il processo nel 2025. L'azienda ha infatti citato come testimoni cinque persone che avevano condiviso con il 52enne proprio il viaggio in pullman verso lo stadio San Nicola. Davanti all'evidenza, l'operaio ha capitolato, ammettendo i fatti durante l'interrogatorio.
Nella sentenza che ha confermato la legittimità del licenziamento in tronco, il giudice ha sottolineato la gravità del comportamento: "Non c’è dubbio che l'uomo avendo comunicato al datore di lavoro una falsa malattia al fine di precostituirsi la scusa per non tornare a lavoro e recarsi, invece, al concerto del noto cantante, ha leso irreparabilmente il vincolo fiduciario".