Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno ed esponente di Fratelli D'Italia, domani celebrerà la Giornata del Ricordo delle Vittime delle Foibe donando agli studenti due libri editi da Ferrogallico, casa editrice vicina all'estrema destra gestita, tra gli altri, dai dirigenti di Forza Nuova Marco Carucci (capo della comunicazione) e Alfredo Durantini (segretario provinciale milanese). Il primo cittadino di Ascoli – città medaglia d'oro al valor militare per attività partigiane – regalerà ai ragazzi delle scuole i libri "Foiba Rossa. Norma Cossetto. Storia di un’italiana" e "Nino Benvenuti. Il mio esodo dall’Istria".

L'iniziativa di Fioravanti è stata salutata con soddisfazione da Giorgio Ferretti, segretario della locale sezione di CasaPound: "Cominciamo a fare sul serio! Grazie al sindaco e all’amministrazione comunale di Ascoli Piceno per aver donato a tutte le scuole i fumetti di Ferrogallico relativi alla storia di Norma Cossetto e a Nino Benvenuti che racconta l’esodo Istriano". L'esponente di CPI ha quindi chiosato: "Ho come l’impressione che il meglio debba ancora venire…". Di tutt'altro avviso il Collettivo antifascista Caciara: "Sdegno e pena sono le uniche emozioni che possiamo provare, dato che l’iniziativa avviene in collaborazione con Ferrogallico, casa editrice di estrema destra già al centro di numerose polemiche sui temi del negazionismo, del revisionismo e della xenofobia". Il collettivo accusa il Sindaco Fioravanti  e l’amministrazione comunale di "utilizzare l'istituzione pubblica per renderla megafono della peggiore e fantasiosa propaganda politica, riversata su studenti e studentesse della nostra città e fatta passare – addirittura – come azione di politica culturale".

Per gli studiosi il libro "Foiba Rossa" è un condensato di "omissioni e falsi storici"

Sul libro "Foiba Rossa. Norma Cossetto. Storia di un’italiana" sono stati scritti in passato fiumi d'inchiostro (qui e qui, ad esempio). Il collettivo di studiosi Nicoletta Bourbaki, nato nel 2012 per contrastare il revisionismo storiografico in rete e le false notizie a tema storico, ha definito l'opera un condensato  di "sciatteria" in cui "non mancano precise falsificazioni". Secondo gli storici il libro "suggerisce un progetto di persecuzione anti-italiana non suffragato da alcuna fonte", ignorando che furono le truppe nazifasciste a invadere la Jugoslavia nel 1941.

Gli autori dell'opera sono Beniamino Delvecchio (che ha curato i disegni) ed Emanuele Merlino (soggetto e sceneggiatura). Quest’ultimo è figlio di Mario Merlino, nome notissimo dell'estrema destra italiana. Egli fu infatti esponente di Avanguardia Nazionale (AN), organizzazione neofascista e golpista. Secondo l'analisi del collettivo di storici Nicoletta Bourbaki "la vicinanza al fascismo, del terzo o del secondo millennio, trasuda fin dalle prime vignette e balloon di quest’opera, dedicati alla storia dell’Istria, esposta con le omissioni e i falsi storici tipici della vulgata fascista: il passato mitico puramente italico con la presenza slava, pur millenaria, completamente rimossa; la riproduzione di una falsa ordinanza di pulizia etnica anti-italiana nel Trentino e sull’Adriatico orientale che sarebbe stata firmata dall’imperatore austriaco Francesco Giuseppe in persona (p. 13, completamente smentita dai fatti), per arrivare infine alla rappresentazione di un plebiscitario anelito all’Italia che si sarebbe espresso, secondo gli autori, nei nomi finalmente italiani dei fanciulli istriani dopo l’annessione al Regno d’Italia (p. 17) – mostrando dunque come entusiastica e spontanea quella che fu in molti casi un’italianizzazione forzata e una snazionalizzazione violenta". Le imprecisioni rilevate dal collettivo Nicoletta Bourbaki sono però anche molte altre. Ferrogallico e la casa editrice vicina a CasaPound Altaforte vennero allontanati dal Salone del Libro di Torino nel 2019. Francesco Polacchi, fondatore di quest'ultima, rivendicò orgogliosamente le sue idee: "Io sono fascista. L’antifascismo è il vero male di questo Paese".

Il sindaco di Ascoli partecipò alla cena fascista nel luogo dell'eccidio

Marco Fioravanti, esponente di spicco di Fratelli d'Italia e sindaco di Ascoli Piceno, era già balzato agli "onori" delle cronache nazionali per aver partecipato, il 28 ottobre del 2019, all'ormai celeberrima "cena fascista" di Acquasanta Terme: in quell'occasione un gruppo di esponenti della destra locale decise di commemorare il 97esimo anniversario della Marcia su Roma. Oltre a Fioravanti parteciparono il suo vice Giovanni Silvestri, il coordinatore provinciale di FDI Luigi Capriotti e l'attuale Presidente della Regione Marche – all'epoca parlamentare – Francesco Acquaroli. La commemorazione della Marcia su Roma si svolse a una manciata di chilometri dalle frazioni acquasantane di Pozza e Umito, dove l'11 marzo del 1944 tedeschi e fascisti trucidarono 42 persone, tra le quali 12 abitanti del posto e 30 partigiani. Tra le vittime anche una bambina di 11 mesi bruciata viva davanti agli occhi della mamma.

La partecipazione di Fioravanti alla cena  fascista venne duramente criticata dall'ANPI, che sporse denuncia per apologia del fascismo: "Non sopportiamo più che queste carogne fasciste escano dalle fogne, e non è tollerabile che all'indomani della sua partecipazione alla cena il sindaco Fioravanti prenda le distanze. Troppo comodo: avrebbe dovuto farlo subito, quando ha visto la locandina con il ritratto di Mussolini e il fascio littorio avrebbe dovuto alzarsi e andarsene. È inaccettabile che si sia invece soffermato a lungo, salvo tentare di correre ai ripari una volta che è scoppiato lo scandalo".