Un gruppo di amici di Roberta Siragusa, la 17enne il cui corpo senza vita è stato trovato in un burrone nella zona di Monte San Calogero a Caccamo, viene sentito in queste ore nella caserma dei carabinieri dove si trova anche il fidanzato della vittima, Pietro Morreale, 19 anni, principale indiziato del delitto. Si tratta di un gruppo di amici della coppia che avrebbero partecipato ad una festa – nonostante le restrizioni anti Covid – in una villetta nei pressi del luogo del ritrovamento del cadavere. Il pm ha intanto disposto l'autopsia sul cadavere della ragazza che sarà eseguita all'Istituto di Medicina legale di Palermo.

La festa in zona rossa

Stando a quanto si legge sui giornali locali, la coppia avrebbe litigato al termine della serata. Roberta era uscita alle 20 di sabato. I genitori della vittima intorno alle 6.30 di ieri, domenica 24 gennaio, si sono accorti che la figlia non era tornata a casa e hanno presentato stamattina denuncia ai carabinieri. PalermoToday scrive che secondo alcune voci che circolano in paese, la coppia e alcuni amici – nonostante la zona rossa in Sicilia – si sarebbero riuniti e avrebbero trascorso la serata in una casa di campagna. Un dettaglio che sarebbe confermato da una ‘storia' pubblicata su Instagram dalla ragazza intorno alla mezzanotte: pochi secondi in cui si vedono una bottiglia di vodka alla fragola, alcuni bicchierini da cicchetto e un mazzo di carte siciliane.

L'avvocato del fidanzato smentisce confessione

“Il mio assistito non ha confessato, né ai carabinieri né al pm. Non c’è al momento alcun provvedimento nei suoi confronti”, dice uno dei sui legali, l’avvocato Giuseppe Di Cesare che assiste Morreale assieme ad Angela Maria Barillaro. Ieri mattina il giovane si era presentato alla caserma, in compagnia del padre, operaio all’Amap di Palermo: "La mia fidanzata è morta, vi porto nel posto dove si trova". A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Giacoma Barbara. Il pm ha interrogato Morreale che, stando alle agenzie di stampa, non avrebbe risposto alle domande.

Familiari Roberta sotto choc

I familiari della vittima affidano alcune parole all’avvocato Giuseppe Canzone: “La famiglia è scioccata ed incredula. I genitori ed il fratello di Roberta, chiedono giustizia e si affidano agli inquirenti, perché ci sia verità, per un gesto così crudele e atroce. È tanta la disperazione, ringraziamo l’Arma dei carabinieri, che ha pure disposto un servizio di assistenza psicologica”.