“Siamo partiti in 63, sbarcati solo 27”: migranti soccorsi a Lampedusa raccontano il viaggio in mare

Un gruppo di 27 persone migranti arrivato ieri sera ha raccontato che quando l'imbarcazione è partita dalla Tunisia, quattro giorni fa, a bordo erano in 63. A riferire il caso è stato, questa mattina, Mediterranean Hope, il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia che si occupa di persone migranti e rifugiati. "La barca su cui viaggiavano si sarebbe fermata in acque internazionali per un giorno e mezzo, senza benzina. Dei 63 partiti quattro giorni fa, solo 27 sono approdati a Lampedusa", ha riportato Mediterranean Hope.
Cosa è successo ai 27 migranti sbarcati a Lampedusa
Secondo quanto emerso finora, il gruppo si sarebbe imbarcato martedì 8 luglio a Sfax, in Tunisia (molte delle persone arrivate quest'anno in Italia, invece, erano partite dalla Libia). A bordo del barchino ci sarebbero state 63 persone, e non è ancora noto quale fosse il numero di donne e bambini.
Nel corso della traversata, durata oltre tre giorni, a un certo punto l'imbarcazione si sarebbe fermata. Senza carburante, sarebbe rimasta in acque internazionali per un giorno e mezzo. Il racconto è quello fatto dai naufraghi sopravvissuti agli operatori di Mediterranean Hope, che lo hanno riportato.
Durante le ore passate immobili in mezzo al mare, all'imbarcazione si sarebbero avvicinate due motovedette: una della Guardia costiera tunisina, evidentemente intenzionata a riportare indietro chi si trovava a bordo del barchino; e un'altra della Guardia costiera italiana. "Raccontano che chi sapeva nuotare si è gettato in mare ed è arrivato all’imbarcazione della Guardia costiera italiana", ha fatto sapere la Ong. "Pare che un ragazzo guineano sia disperso", probabilmente perché dopo essersi lanciato in acqua non è riuscito a nuotare fino alla motovedetta italiana.
Fatto sta che solamente 27 persone sono arrivate in Italia. Non è noto cosa sia successo alle altre. Se sono rimaste in mano alla cosiddetta Guardia costiera tunisina, è plausibile che siano state riportate nel Paese da cui si erano imbarcate (anche se in passato i militari tunisini hanno speronato barche che si trovavano al largo). In questo caso con ogni probabilità saranno nuovamente sottoposte a violazioni dei diritti umani accertate da numerose organizzazioni ed esperti negli anni.
Cinquanta persone soccorse dalla nave finanziata da Banksy
Oggi a Porto Empedocle sono arrivate cinquanta persone migranti che sono state soccorse dalla Louise Michel. Si tratta di una nave che svolge operazioni umanitarie, finanziata dall'artista di strada britannico Banksy, la cui identità è sconosciuta. Era stata la Ong Alarm Phone a segnalare che il gruppo si trovava in difficoltà nel Mediterraneo: "Siamo in contatto con un gruppo di circa 50 persone, inclusi 6 bambini, in difficoltà. Stanno andando alla deriva da ore e dicono che stanno imbarcando acqua", aveva avvertito.
La Louise Michel aveva risposto all'appello, intervenendo. Il barchino era partito dalla Libia, e stava procedendo ormai alla deriva nel Mediterraneo centrale. L'equipaggio della nave ha commentato: "Dopo oltre un giorno in mare, tutti sono esausti e hanno bisogno di cure mediche. Nessuno dovrebbe essere costretto a salire su imbarcazioni inadatte alla navigazione in cerca di sicurezza".