Si rompe i denti mangiando il risotto ai funghi e fa causa, ma è lei a essere condannata: deve pagare 3 mila euro

Un semplice cena a base di risotto ai funghi si è trasformata in una vera epopea giudiziaria costata molti soldi e tempo a una 44enne di Pisa. Una sera del 2021 la donna compra una confezione di funghi secchi all'interno di un punto vendita della grande distribuzione e, unendoli a una confezione di riso, si prepara un risotto. Un piatto che alla fine le è costato 3 mila euro, pari alle spese che il giudice l'ha condannata a sostenere dopo aver perso la causa in Tribunale.
Quella sera di quattro anni fa, mentre mangia, la donna sente qualcosa di duro sotto i denti e controllando bene nel piatto trova diversi sassolini. Questa disavventura le provoca la rottura di diversi denti e decide quindi di rivolgersi alla giustizia allo scopo di essere risarcita per le cure odontoiatriche a cui si sottopone, circa 8 mila euro.
La 44enne fa quindi causa al punto vendita e alla ditta produttrice dei funghi per chiedere il risarcimento, ma la vicenda si rivela più complicata di quanto pensava, almeno in termini legali.
Il giudice del Tribunale civile di Pisa, infatti, dopo anni di udienze le nega il risarcimento. Non sarebbero state fornite prove sufficienti a escludere che i corpi estranei che hanno provocato la rottura dei denti fossero contenuti proprio nella confezione di funghi. Secondo il giudice è possibile che i sassolini fossero presenti in altri ingredienti usati nella preparazione del piatto, come ad esempio nel riso.
I funghi erano porcini secchi, e per la preparazione erano necessari diversi passaggi, come sciacquatura, manipolazione e cottura insieme ad altri ingredienti. Tutti passaggi che avrebbero dovuto eliminare eventuali residui e che impediscono di stabilire una relazione diretta tra i funghi e la presenza di sassolini nel piatto.
Questa era proprio la ricostruzione presentata dalla difesa del punto vendita, ed è stata accolta dal giudice. La donna quindi non solo non ha ottenuto il risarcimento, ma è stata condannata dal Tribunale a pagare le spese legali.