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Covid 19
24 Luglio 2020
16:13

Si allarga il focolaio di Coronavirus alla Bartolini di Rovereto: 64 casi, tra loro anche minori

Sono saliti a 64 i contagi riconducibili al focolaio scoppiato presso il magazzino della ditta di spedizioni Bartolini, oggi BRT, a Rovereto, in Trentino su un totale di 300 tamponi effettuati. Tra i nuovi casi registrati, tre riguardano i padroncini delle ditte che trasportano i pacchi per il centro logistico, e 11 interessano familiari o persone vicine a chi lavora per la Bartolini, tra cui anche minori.
A cura di Ida Artiaco
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Sono saliti a 64 i contagi riconducibili al focolaio scoppiato nel magazzino della ditta di spedizioni Bartolini, oggi BRT, a Rovereto, in Trentino. Oggi sono stati infatti stati resi noti i risultati dell'ultima tranche di tamponi sulle 300 persone complessivamente testate, e che hanno fatto emergere 14 nuovi casi, tutti asintomatici, che si vanno a sommare ai 20 di mercoledì e ai 30 della giornata di ieri. Dei nuovi infetti, tre riguardano i padroncini delle ditte che trasportano i pacchi per il centro logistico che si trova nella zona industriale della città trentina, e ben 11 interessano familiari o persone vicine a chi lavora per la Bartolini.

"La ditta – ha specificato Antonio Ferro, direttore del Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria di Trento – è stata divisa in due parti, quella organizzativa e la logistica. Il personale amministrativo è separato rispetto al ramo d'azienda che si occupa di consegnare la merce attraverso 61 ditte individuali. Sono 59 quelle che si sono presentate. In questo ‘terzo cerchio' di monitoraggio sono solo 3 i positivi e questo è un dato molto confortante in quanto significa che il contatto non è di tipo lavorativo, quanto forse amicale". Come ha riferito il direttore generale dell'Azienda sanitaria di Trento Pierpaolo Benetollo, tra "i nuovi positivi ci sono anche alcuni minori ma nessuno di essi frequenta colonie, centri estivi o scuole". Il cluster era stato individuato dopo che tre lavoratori della medesima azienda attiva nel settore del trasporto di merci sono risultati positivi al nuovo virus dopo aver sviluppato i sintomi tipici dell'infezione. "Il focolaio emerso alla Bartolini di Rovereto ci dimostra l'importanza di tenere altissima l'attenzione sui luoghi di lavoro di fronte al Covid-19. Purtroppo il virus non è assolutamente scomparso e aziende e fabbriche sono un luogo particolarmente sensibile", avevano commentato nei giorni scorsi i segretari provinciale della Cisl Michele Bezzi e della Cgil Andrea Grosselli.

Intanto, sono state imposte ulteriori restrizioni all'azienda per evitare il dilagare del contagio, come la sospensione dei turni del pomeriggio, di quelli della sera e la messa in isolamento di tutti i dipendenti, ad eccezione del comparto amministrativo che è risultato negativo ai test e che si trova fisicamente distaccato dalle aree dove si svolgono le altre attività. È stato inoltre chiesto di adeguare e redistribuire i locali adibiti a spogliatoio, di mantenere il divieto di utilizzo delle aree di ristoro, infine di effettuare un ulteriore intervento di sanificazione speciale di tutti i reparti e locali accessori della ditta. "Abbiamo isolato in maniera precauzionale anche tutti i soggetti che hanno presentato tampone negativo, speriamo che questo focolaio sia in qualche modo circoscritto. Ci aspettiamo qualche altro caso nei prossimi giorni ma dovremmo aver fatto la maggior parte del lavoro", ha aggiunto Antonio Ferro. Il settore della logistica è stato, per altro, uno dei più colpiti durante la fase 2 dell'emergenza Coronavirus in Italia. Una trentina di casi positivi a Covid-19 sono stati confermati nel magazzino di TNT a Bologna e prima ancora, sempre a nel capoluogo emiliano, è scoppiato il focolaio in Bartolini in zona Roveri, con contagi anche tra i driver e tra cui anche molti asintomatici. "L'emergenza sanitaria sui luoghi di lavoro è tutt'altro che risolta – aveva denunciato i SiCobas in una lettera inviata al governo -: al contrario, la cronaca di questi giorni testimonia chiaramente come questi ultimi rappresentino i principali cluster di contagio".

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