Sesso sugli scogli in pieno giorno a Imperia: perché i due amanti rischiano anche il carcere

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I due denuncianti per atti osceni in luogo pubblico, un reato da tempo depenalizzato con sanzione pecuniaria che va dai 5mila ai 30mila euro ma che prevede anche l’aggravante di aver commesso il fatto nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori.

Incuranti della presenza di decine di persone in spiaggia che potevano vederli, una coppia di focosi amanti si è lasciata andare un po’ troppo impegnandosi un rapporto sessuale in pieno giorno davanti a tutti a pochi metri dalla riva. È accaduto lo scorso weekend, l’ultimo di questo agosto, sulla costa ligure in provincia di Imperia dove l’uomo e la donna non sono passati certo inosservati e ora rischiano anche il carcere per il reato di atti osceni in luogo pubblico.

I fatti sono andati in scena sugli scogli di Borgo Prino, a sud di Imperia, luogo tutt’altro che isolato e che domenica era invece ancora affollato di gente impegnate a godersi il mare e gli ultimi giorni di ferie. A lanciare l’allarme infatti sono stati proprio alcuni bagnanti dopo esserci accorti che la coppia, due italiani di mezza età, erano andati ben oltre le effusioni lanciandosi un amplesso a pochi metri dalla spiaggia.

La scena inequivocabile ha richiamato l’attenzione di sempre più persone fino all’intervento di un poliziotto fuori servizio che infine ha deciso di raggiungere i due a nuoto tuffandosi dalla riva. L’agente si è qualificato e li ha invitati a ricomporsi e a raggiungere la riva dove nel frattempo erano stati allertati i colleghi che hanno preso in carico la coppia accompagnandola in questura per l’identificazione e gli accertamenti del caso.

I due saranno denuncianti per atti osceni in luogo pubblico, un reato da tempo depenalizzato a illecito amministrativo ma con multe comunque pesantissime e con un’aggravate che comporta anche la pena detentiva e cioè quella di aver commesso il fatto nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori.

Secondo il codice penale, infatti, gli atti osceni in luogo pubblico possono costare ancora molto caro visto che prevede una sanzione pecuniaria che va dai 5mila ai 30mila euro in base alla gravità dei fatti e una pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori.

Dovrà essere il giudice a valutare se esiste l’aggravante ma nel caso specifico la probabilità è alta. Una recente sentenza della Cassazione su un uomo sorpreso in atti di autoerotismo nell'abitacolo di un'auto in sosta, nei pressi di una spiaggia, ha sancito infatti che sussisteva questa aggravante per la significativa probabilità della presenza di più soggetti minorenni anche che se non era stata accertata la loro l'effettiva presenza. I giudici per decidere fanno sempre riferimento a una valutazione statistica sulla probabilità che in quel luogo possano esserci abitualmente minorenni come potrebbe essere una spiaggia in piena estate.

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