Sedicenne chiede la Dad per accudire il figlio, la preside: “Valuteremo”. Il sindacato spiega: “Non è prevista”

Sta facendo discutere il caso di una ragazza di 16 anni, studentessa di un liceo di Piacenza e mamma di un bimbo di cinque mesi, che ha chiesto all'istituto di poter seguire le lezioni a distanza per accudire il figlio e continuare gli studi.
La 16enne ha lanciato un appello tramite il quotidiano Libertà, dopo che dal liceo non l'hanno ancora autorizzata a seguire le lezioni a distanza, come era accaduto lo scorso anno con la gravidanza a rischio della giovane.
"È assurdo che per frequentare debba andare in comunità con il mio bambino – scrive la 16enne nella lettera al quotidiano piacentino, poi resa pubblica – o trovare un asilo privato che costa oltre 1000 euro al mese".
"Lo scorso anno la Dad mi era stata concessa da novembre in quanto la mia era una gravidanza a rischio. Quest'anno mi hanno fatto sapere che sarebbe contro il regolamento. – aggiunge – Voglio studiare, ma rimanendo con mio figlio e la mia famiglia".
La ragazza, che l'anno scorso ha avuto una media dell'8 e mezzo, spiega di aver seguito le lezioni anche nei momenti più complessi: "Ho partorito di domenica, il martedì ero già collegata dall'ospedale. Mi sento delusa, ho sempre dato il massimo e ora rischio di essere tagliata fuori".
Dopo l'iniziale diniego, prosegue la ragazza, dalla scuola le hanno fatto sapere "che la preside avrebbe valutato, ma non sono stata più richiamata. Ho chiesto un incontro urgente perché devo dare una risposta ai servizi sociali: ho bisogno di trovare una soluzione".
Il sindacato degli insegnanti Gilda, contattato da Fanpage.it, ha spiegato che il caso della 16enne non prevede la Didattica a distanza, strumento introdotto durante la pandemia come misura tampone ma che per contratto era previsto solo fino al termine dello stato di emergenza (fissato al 31 marzo 2022).
Tuttavia, la dirigente scolastica, interpellata dal quotidiano piacentino, ha fatto sapere che sulla situazione "non è stata presa alcuna decisione definitiva, al momento è tutto in sospeso".
La prossima settimana, aggiunge, "avremo un incontro con i servizi sociali che seguono la situazione della ragazza e valuteremo insieme. L'obiettivo è trovare la soluzione migliore per la ragazza e per suo figlio".