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2 Giugno 2022
12:28

“Se muoio è stata mia moglie”: dopo l’sms all’amante caso riaperto, la donna accusata di omicidio

Un cinquantenne torinese sarebbe stato strangolato da sua moglie, che poi avrebbe tentato di depistare le indagini facendo apparire il delitto come morte naturale. Questa la ricostruzione della procura di Torino. La donna è stata rinviata a giudizio.
A cura di Davide Falcioni
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Un cinquantenne torinese sarebbe stato strangolato da sua moglie, che poi avrebbe tentato di depistare le indagini facendo apparire il delitto come morte naturale. Questa la ricostruzione della procura di Torino per una vicenda che risale alla primavera dell'anno scorso. La donna, difesa dagli avvocati Alberto De Sanctis e Silvia Arnaudo, è stata rinviata a giudizio e deve rispondere dell'accusa di omicidio: il processo partirà il 17 ottobre. A incastrare la vedova sarebbe stata l’amante dell’uomo, che appresa della sua morte ai carabinieri ha mostrato messaggi ricevuti da lui: “Se mi trovano morto è stata lei”.

I fatti risalgono a un anno fa. R.T., questo il nome della vittima, aveva scritto l'sms all'amante non potendo certo immaginare che il giorno dopo le sue previsioni si sarebbero purtroppo avverate: il cinquantenne venne infatti trovato senza vita nell'appartamento di Torino in cui viveva e a dare l'allarme fu, guarda caso, proprio sua moglie. Inizialmente gli inquirenti non si insospettirono affatto, visto che da tempo l'uomo soffriva di un tumore al cavo orale che lo aveva estremamente debilitato. Come se non bastasse a peggiorare la situazione già grave era una forte dipendenza all'alcol.

Dopo aver saputo del decesso dell'uomo la sua amante, residente in Puglia, riesumò quel vecchio messaggio per mostrarlo ai carabinieri, che avevano eseguito gli accertamenti del caso facendo emergere una verità forse diversa da quella ipotizzata in un primo momento. Per questo la Procura di Torino aveva deciso di fare chiarezza, ordinando la riesumazione della salma del cinquantenne e l'autopsia. L'esame aveva evidenziato lesioni interne compatibili con una morte violenta, un soffocamento per strangolamento.

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