Con la nuova fase 2 dell'emergenza Coronavirus in Italia, sono state riaperte anche le scuole. Non ovunque, però. Dopo tre mesi di chiusura a causa del lockdown la campanella oggi è tornata a suonare a Bolzano, ma solo per le famiglie tedesche e ladine. Ciò vuol dire che in Alto Adige i bambini di lingua italiana sono rimasti ancora a casa. Una situazione dovuta al fatto che la legge approvata dalla giunta della Provincia autonoma ha incontrato il favore dei dirigenti scolastici delle scuole tedesche e ladine e l’opposizione dei presidi degli istituti di lingua italiana, che hanno imposto lo stop all'ultimo.

Via libera, dunque, al ritorno in classe dei bambini iscritti all'asilo e alla scuola elementare, per un totale di circa duemila studenti, numero imposto dalle restrizioni per il contenimento del virus: si tratta di un servizio di emergenza offerto ai genitori che devono tornare al lavoro in seguito all'allentamento delle misure restrittive per il contenimento del nuovo virus. In più è stata data la priorità ai figli di operatori sanitari e dei servizi sociali. In classe i bambini hanno trovato gli insegnanti che hanno deciso di prestarsi volontariamente al progetto, anche se non ci saranno quaderni, compiti e verifiche.

Ma il provvedimento ha sollevato non poche polemiche. "Abbiamo previsto – ha spiegato l’assessore leghista all’istruzione competente per le scuole italiane, Giuliano Vettorato che ha studiato il progetto con il collega Philipp Achammer (Svp) – gruppi di quattro bambini all’infanzia e di sei alla primaria. Il principio che abbiamo seguito è quello della sicurezza. Il servizio è attivo dalle 8 alle 12,30 e non è previsto né il pranzo né la merenda, per motivi igienico sanitari. È una risposta ad una situazione di emergenza che abbiamo voluto dare a tutte le famiglie ma che i presidi della scuole italiane non hanno colto. I dirigenti si sono appellati all’autonomia d’istituto e hanno manifestato dei dubbi in merito alla loro responsabilità e in merito alla sicurezza".  Sul progetto è intervenuta anche l’assessora provinciale alla famiglia Waltraud Deeg: "Era importante rendere nuovamente possibile l’attività di assistenza per sostenere i genitori; la riapertura graduale dell’offerta assistenziale, infatti, costituisce un importante sostegno e contribuisce ad alleggerire le famiglie nell’organizzazione quotidiana".