Anche se non c'è un collegamento scientificamente provato tra circolazione delle varianti Covid e aumento dei contagi tra i bambini, è un dato di fatto che la maggior parte dei focolai collegati alle mutazioni del virus, in particolare a quella inglese, siano stati registrati nelle scuole. E il numero di comuni e Province che stanno decidendo di tornare alla didattica a distanza sta crescendo ora dopo ora per evitare che la trasmissione dell'infezione diventi incontrollabile. Numerose classi sono finite in quarantena, per altre è stato predisposto lo screening, insieme anche al personale docente e non docente, per scoprire la presenza di ulteriori casi. "Stando a ciò che dicono gli esperti inglesi – ha detto Massimo Galli, primario dell'ospedale Sacco di Milano -, i primi riscontri confermano che la variante inglese si trasmette più velocemente tra i più giovani. Varie evidenze vanno in questa direzione. Se confermato, questo è un problema per diversi motivi. Ricordiamoci che per i ragazzi e i bambini non abbiamo ancora un vaccino sperimentato. Inoltre, i giovanissimi di solito si infettano meno degli adulti, perché hanno una minore espressione di ricettori".

Così, dopo Umbria, Abruzzo e Toscana, anche alcune amministrazioni locali di Lombardia e Lazio hanno stabilito la chiusura degli istituti per una quindicina di giorni. Ecco, allora, di seguito, tutte le regioni interessate da questo provvedimento.

Lombardia

Tra gli ultimi casi di cui si è avuta notizia c'è quello del Comune di Bollate, in provincia di Milano. Tre contagi di variante inglese sono stati individuati nel focolaio emerso nelle scuole, per un totale di 59 positivi tra bambini, familiari e personale scolastico. Così, giovedì sono state chiuse la primaria Marco Polo nella frazione di Ospiate, e l’istituto comprensivo in centro a Bollate, che comprende una primaria e una media, e oltre 700 alunni. Secondo il sindaco Francesco Vassallo, è ancora presto per parlare di zona rossa in tutto il comune ma intanto si è tornati alla didattica a distanza per arrestare la corsa del virus. Ad Arcene, invece, in provincia di Bergamo, il sindaco Roberto Ravanelli ha annunciato la chiusura "a tempo indeterminato" delle medie e delle due classi quinte delle elementari ospitate nello stesso plesso per un "focolaio di Coronavirus, probabilmente legato a una variante del virus. Le lezioni proseguiranno con la didattica a distanza".

Lazio

Casi di variante inglese sono stati individuati anche nel Lazio ed in particolare a Roma, al Villaggio Prenestino. Il ceppo mutato del Covid-19, è stato riscontato in 3 campioni in analizzati tra gli alunni e il personale dell'istituto che comprende scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con più di mille bambini, dopo l’allarme scattato la settimana scorsa con il primo riscontro in un alunno, sopposto a screening perché aveva la febbre. Tuttavia, la Regione ha rassicurato i cittadini: "La scuola è stata chiusa immediatamente e la diffusione del virus è stata circoscritta", sono le parole dei dirigenti della Salute regionale rilanciate da Il Messaggero.

Umbria

L'Umbria è la regione che più di tutte è messa in ginocchio dalla circolazione di nuove varianti, con un aumento sensibile dei casi soprattutto nei bambini nella fascia d'età fino ai 10 anni. Già cinquanta comuni della provincia di Perugia ed altri sei della provincia di Terni sono diventati zona rossa lunedì prossimo e le lezioni sono tornate a essere a distanza. Ma non è escluso che oggi, con i dati dell'ultimo monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute, il provvedimento venga esteso a tutto il territorio regionale.

Marche

Nelle Marche casi positivi alla cosiddetta variante inglese sono stati rilevati tra gli alunni delle scuole di Tolentino, Pollenza e Castelfidardo. Nello specifico, a Tolentino si sono registrati 2 casi certi e un altro di elevato sospetto che coinvolgono anche un lavoratore presso una pelletteria locale, un contagio nella prima media della scuola Vincenzo Monti di Pollenza (Macerata) e altri 3 casi alla scuola Rodari di Castelfidardo (infanzia e primaria), in provincia di Ancona. Per loro è stata disposta la didattica a distanza oltre che tamponi molecolari con drive through e quarantena. Tampone anche il personale docente e dipendente dei medesimi Istituti, e Dad e quarantena per le scuole dell'infanzia e primaria Rodari di Castelfidardo.

Abruzzo

Da lunedì scorso tutte le scuole superiori restano chiuse in Abruzzo per tornare alla didattica a distanza, secondo quanto previsto dall'ordinanza del governatore Marsilio valida fino al 21 febbraio. Stesso provvedimento è stato preso a Pescara per tutte le scuole di ogni ordine e grado dopo l'impennata di casi positivi e collegati alla variante inglese individuati nelle ultime settimane.

Alto Adige

Scuole chiuse anche in Alto Adige, dove è in vigore la zona rossa fino al prossimo 28 febbraio. Tra le misure previste, non c’è solo la chiusura dei negozi, bar e ristoranti, e il divieto di spostamento tra Comuni, ma anche il passaggio delle scuole in Dad. Medie e superiori sono tornate così alla didattica a distanza, mentre da giovedì 10 febbraio è stato il turno delle scuole elementari.