8 Dicembre 2020
12:02

Scuola, la ricerca: miglioramento netto per gli studenti italiani in matematica e scienze

Secondo l’indagine Timss della Iea gli studenti italiani sono migliorati nettamente in matematica e scienze. La ricerca non tiene conto del periodo della pandemia di Covid-19, che senz’altro lascerà il segno sulle future generazioni anche dal punto di vista didattico, ma rappresenta una svolta positiva dopo gli ultimi studi di Invalsi e Ocse-Pisa, che dicevano che metà dei maturandi sono analfabeti in matematica e che gli italiani non sanno più leggere.
A cura di Tommaso Coluzzi

Finalmente una buona notizia per la scuola: gli studenti italiani sono migliorati in matematica e scienze. In un anno segnato dalla pandemia di Covid-19, con la scuola spesso al centro della polemica per le chiusure, la didattica a distanza, la gestione della ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina e il mistero dei contagi in aula, mai chiarito veramente. I dati emergono dalla ricerca Timss (Trends in International Mathematics and Science Study) della Iea (International Association for the Evaluation of Educational Achievement). L'indagine rileva l'apprendimento della matematica e delle scienze nelle classi di quarta elementare e terza media: in quarta il punteggio medio è 515, superiore di molto a quello internazionale e simile a quello di altri 12 paesi, tra i quali la Germania, la Svezia, la Polonia, la Bulgaria, la Repubblica Slovacca, la Croazia e la Serbia. Ma la notizia più importante è la crescita degli studenti di terza media, che dal 1999 al 2019 hanno guadagnato ben 18 punti. Questi sono i primi dati della ricerca che verrà presentata domani ufficialmente dall'Invalsi.

Tra gli studenti italiani il divario tra chi è più bravo e meno bravo è contenuto, rispetto ad esempio a quello che c'è in Serbia o Bulgaria, anche se la media nazionale è simile. Ma anche il punteggio medio dell'Italia nasconde delle differenze che si verificano sulla popolazione: Centro e Nord hanno punteggi in linea con la media nazionale, mentre Sud e Isole li hanno leggermente più bassi, rispettivamente 503 e 498. Tra l'altro l’indagine non tiene conto del periodo della pandemia, e di tutto quello che può aver causato come ripercussioni dal punto di vista didattico per le generazioni che si stanno formando a scuola. C'è da dire che però, rispetto alle ultime rilevazioni Invalsi, che dicevano che quasi la metà dei maturandi era "analfabeta" in matematica, e all’ultima ricerca Ocse-Pisa, secondo cui gli italiani non sanno più leggere, i risultati sono senz'altro più promettenti.

L’indagine Timss è una rilevazione internazionale curata in Italia dall’Area Indagini Internazionali di Invalsi per conto della Iea, e serve a monitorare l'apprendimento delle materie scientifiche negli alunni: matematica, scienze, tecnologie e ingegneria. Vengono considerati nella ricerca gli studenti del quarto anno della scuola primaria e della terza media, in 60 Paesi del mondo. La prova che viene somministrata ai ragazzi è composta da 350 diversi quesiti per la classe delle elementari e 450 per l'ultimo anno delle medie, ma i bambini rispondono solo ad una parte di questi in due ore di tempo. Lo studio è nato nel 1995 e da allora viene replicato ogni quattro anni. La prossima edizione, quella del 2023, sarà la prima a tenere conto anche dei danni che la pandemia di Covid avrà fatto sugli studenti e la loro formazione.

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