È cominciato ufficialmente oggi, venerdì 8 novembre, l'autunno caldo della scuola italiana. La manifestazione organizzata per questa mattina dai sindacati studenteschi in diversi città può essere considerato a tutti gli effetti essere il fischio di inizio dell'ondata di scioperi che, come ogni anno, vede gli istituti al centro delle mobilitazioni con l'organizzazione di cortei, autogestioni, occupazioni e cogestioni. Tante sono le proteste in programma già nei prossimi giorni, a partire dal doppio sciopero di lunedì 11 e martedì 12 novembre che metterà a rischio le lezioni negli istituti di ogni ordine e grado da un angolo all'altro della Penisola. E la partecipazione si annuncia massiccia. Secondo un sondaggio effettuato da Skuola.net su un campione di 4500 studenti delle superiori, il 70 per cento degli intervistati si dice generalmente favorevole a questo tipo di iniziative studentesche e circa 1 su 3 è già pronto ad autogestioni e occupazioni.

Scuola, prossimi scioperi lunedì 11 e martedì 12 novembre

Dopo che per primi gli studenti sono scesi in piazza oggi per protestare contro i pochi fondi stanziati per la scuola dell’obbligo, all'inizio della prossima settimana toccherà ai docenti mobilitarsi, mettendo così di nuovo a rischio le lezioni. Il primo sciopero è stato proclamato dai maggiori sindacati e fissato per la giornata di lunedì 11 novembre, con una manifestazione nazionale a Roma e con presìdi in molte altre città d’Italia: verrà contestato soprattutto il fatto che il Governo abbia disatteso gli impegni assunti lo scorso aprile a Palazzo Chigi e poi ribaditi anche ad ottobre, in particolare quelli riguardanti i concorsi e le nuove norme sui diplomati magistrali. Martedì 12 novembre ci sarà un'altra protesta, questa volta indetta solamente da Anief, uno dei principali sindacati del comparto Istruzione, che coinvolgerà tutto il personale docente, Ata ed educativo, sia a tempo indeterminato, che determinato, concentrandosi sulla denuncia del precariato nella scuola unito all’immobilità degli stipendi.

L'autunno caldo delle scuole: protesta 1 studente su 3

Dunque, quelle dei prossimi giorni saranno solo il fischio di inizio di un lungo periodo di agitazione nelle scuole italiane che potrebbe durare fino al prossimo mese di dicembre. Stando ai dati raccolti da Skuola.net, che ha intervistato un campione di 4500 studenti delle superiori, circa 1 su 3 ha affermato che da questo momento inizieranno proteste anche nel proprio istituto, e il numero potrebbe aumentare nelle prossime settimane. Infatti il 27% non ne è ancora al corrente, pur non escludendone la possibilità. Tra chi sa già quale direzione prenderanno i rappresentanti e gli studenti del proprio istituto, 2 su 5 affermano che si tratterà di un'autogestione, mentre in 1 caso su 5 sarà un'occupazione. Un altro 20% annuncia la possibilità di una cogestione e una quota simile, il 19%, parla invece di altre forme di protesta che vanno dalle assemblee agli scioperi, dai sit-in alle assenze di massa per partecipare a manifestazioni come quella di oggi. Inoltre, tra il 10% dei ragazzi che, alla vigilia dei cortei di oggi, ha dato per sicura la sua partecipazione alla manifestazione (2 su 5 circa, invece, gli indecisi), le motivazioni principali riguardano il tema dell'ambiente e del futuro dei giovani (13%). E se c'è qualcuno che manifesta per il diritto allo studio (10%) e per chiedere più fondi all'istruzione (10%), non manca chi dichiara candidamente di usare il pretesto per non andare a scuola (11%).