15 Aprile 2014
17:57

L’agente che ha calpestato la manifestante a Roma si difende: “Credevo fosse uno zaino”

Manifestazione del 12 aprile, il poliziotto è indagato per lesioni con l’aggravante dell’abuso di potere. Sabato a Roma ha calpestato una ragazza inerme. Poi si è giustificato: “Non l’ho vista”.
A cura di D. F.

 

La giustificazione data ieri ai suoi superiori non è stata abbastanza convincente. L'agente che sabato ha schiacciato Deborah, la ragazza inerme che stava manifestando a Roma sabato scorso, aveva spiegato: "Pensavo di aver calpestato uno zainetto abbandonato in strada, non ho visto la persona. Stavo guardando in aria – ha detto – per controllare che nella nostra direzione non stessero arrivando bombe carta. Non ho visto la manifestante". Evidentemente le motivazioni fornite dall'agente non sono state sufficientemente valide, visto che il funzionario delle forze dell'ordine è da oggi indagato per lesioni. Il pubblico ministero Eugenio Albamonte, dopo aver ricevuto una relazione da parte della Digos, ha contestato all'agente – un artificiere – l'aggravante dell'abuso di potere.

Finora agli inquirenti non è ancora pervenuta nessuna denuncia dalla manifestante e il reato di lesioni è considerato perseguibile solo qualora le ferite risultino guaribili in più di 20 giorni. Il pliziotto, che indossa abiti borghesi, si è presentato spontaneamente in questura ieri dopo essersi riconosciuto nel video. A "incastrarlo" sono state le telecamere di Servizio Pubblico, che hanno mostrato Deborah stesa a terra e il suo fidanzato – con la fronte ferita – che tenta di proteggerla. A condannare il gesto ieri era stato il capo della polizia, che aveva definito l'agente un "cretino da sanzionare".

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