19 Giugno 2021
10:19

Scomparsa Samira, il marito condannato all’ergastolo per omicidio: il corpo non è mai stato trovato

è stato condanno all’ergastolo per omicidio e occultamento di cadavere dalla Corte d’Assise di Rovigo Mohamed Barbri, 41enne di origine marocchina, per la scomparsa della moglie Samira El Attar: la donna è scomparsa nel 2019 e il suo corpo non è mai stato trovato. I dubbi degli inquirenti si sono tuttavia concentrati sempre sull’uomo che è stato arrestato in Spagna a gennaio dello scorso anno.
A cura di Ida Artiaco

È stato condanno all'ergastolo per omicidio e occultamento di cadavere Mohamed Barbri, 41enne di origine marocchina, per la scomparsa della moglie Samira El Attar. La decisione è arrivata ieri da parte della Corte d'Assise di Robigo. La donna sparì a 43 anni il 21 ottobre del 2019 da Stanghella, in provincia di Padova, dove la coppia viveva, dopo aver accompagnato la figlia a scuola. Da allora se ne sono perse le tracce e il suo corpo non è mai stato ritrovato. I giudici hanno anche deciso che all'uomo verrà tolta la patria potestà della figlia di 5 anni, ora affidata a una zia.

Dopo l'omicidio Barbri era scappato in Spagna, ma la fuga era durata poco. L'uomo, nel gennaio del 2020, venne infatti rintracciato e arrestato a Madrid durante un controllo della polizia spagnola, in collaborazione con gli investigatori italiani. Da casa si era allontanato in bicicletta il primo gennaio, poi da Milano aveva raggiunto Barcellona in autobus, per poi spostarsi a Madrid, dove aveva dichiarato di essersi recato per cercare la moglie. Dopo la scomparsa di Samira, i dubbi degli investigatori si sono subito concentrati sull'uomo sulla base di varie testimonianze che parlavano del rapporto spesso burrascoso con la 43enne, soprattutto per ragioni economiche, ma non solo. Il marito le contestava spesso anche la sua indipendenza e il suo vestire all'occidentale. La moglie, a sua volta, lo accusava di sperperare quanto lei guadagnava come badante e di essere violento. Non aveva convinto gli investigatori neppure il ritrovamento di un paio di scarpe della donna da parte del marito, in un punto della statale 16 a pochi chilometri dalla loro abitazione più volte perlustrato anche con l'utilizzo dei cani molecolari. E neppure i messaggi che Barbri aveva inviato al cellulare della compagna proprio il giorno della sua  scomparsa, dopo molti giorni di gelo nei loro rapporti. Inoltre, i conoscenti della coppia avevano escluso un allontanamento volontario per il rapporto strettissimo che legava madre e figlia. Nonostante ciò, nel corso del processo, Barbri ha continuato a dirsi innocente.

Secondo l’accusa, invece, Barbri strangolò la moglie in seguito a una discussione sui 400 euro di invalidità della figlia, ma il movente sarebbe anche un'eccessiva gelosia. I suoi legali Riziero Angeletti e Francesco Zacheo hanno dichiarato  qualche mese fa alla stampa: "Lui è convinto che la moglie sia viva. Abbiamo eseguito un sopralluogo tecnico e proseguiremo nei prossimi giorni. La linea difensiva che col tempo affineremo si basa anche sulla localizzazione delle celle telefoniche. Se Barbri davvero ha passato alcune ore sull’argine la notte della sparizione ci saranno delle telecamere che lo inquadrano mentre si dirige verso il fiume. Noi siamo fiduciosi, ricordiamo che questo è un processo indiziario e il corpo non è mai stato trovato".

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