Scialpinista ferito nella bufera sul Monviso: i compagni lo salvano scavando una buca nella neve

Dramma sfiorato ieri sulle Alpi, dove uno scialpinista che stava effettuando una traversata sulla parete sud del Monviso con un gruppo di altre sei persone, è rimasto ferito a una gamba a quota 2.800 metri di quota, nel territorio di Pontechianale, il più alto paese della Val Varaita, vicino al confine con la Francia.
L’allarme è scattato intorno alle 13 in un'area chiamata Vallone delle Giargiatte, nei pressi del Bivacco Bertoglio. A complicare ulteriormente una situazione già molto difficile sono state le condizioni meteo proibitive, che hanno impedito nelle fasi preliminari all’elisoccorso di avvicinarsi al luogo dell’incidente.
Mentre aspettavano i soccorritori, i compagni dell’uomo hanno messo in pratica le nozioni apprese in anni di avventure in alta montagna scavando una truna (un bivacco d’emergenza nella neve) per proteggere l'infortunato dal vento gelido e dalle temperature in forte calo: lo scialpinista ferito è stato "ricoverato" nella neve fino all’arrivo dei tecnici del Soccorso Alpino.
Nello specifico, la truna è un rifugio d'emergenza scavato direttamente nel manto nevoso, utilizzato dagli alpinisti quando è impossibile raggiungere un riparo fisso. Sfruttando le proprietà isolanti della neve, che imprigiona l'aria e funge da coibentante naturale, questo bivacco permette di creare un microclima interno dove la temperatura resta costante e significativamente più alta rispetto a quella esterna, sferzata dal vento. Si realizza solitamente scavando una fossa profonda poi coperta con blocchi di neve, sci o teli termici, lasciando un piccolo foro per il ricambio dell'ossigeno: una tecnica che in situazioni estreme rappresenta spesso il confine tra la sopravvivenza e l'ipotermia.
Malgrado la scarsa visibilità, dopo alcuni tentativi andati a vuoto l’elicottero è riuscito a sbarcare un tecnico e un’unità cinofila. Dopo aver stabilizzato il paziente, i soccorritori hanno iniziato una faticosa discesa a piedi verso valle, supportati da altri due colleghi dotati di toboga.
La svolta è arrivata intorno a quota 2.200 metri, quando una momentanea apertura del cielo ha permesso all’eliambulanza di effettuare l’imbarco del ferito. Lo scialpinista è stato quindi trasportato d’urgenza in ospedale per la sospetta frattura.