video suggerito
video suggerito

Savona, detenuto prende il Reddito di cittadinanza mentre è in carcere: il giudice gli dà ragione

Un detenuto ottiene 4mila euro con il Reddito di cittadinanza. È stato assolto perché aveva dichiarato la sua situazione e il giudice ha ritenuto l’indebita percezione come un errore del caf.
0 CONDIVISIONI
Immagine

Aveva compilato la domanda per ottenere il Reddito di cittadinanza mentre era in carcere e aveva allegato anche la documentazione che lo attestava. Gli operatori del caf, però, hanno lavorato lo stesso la pratica facendo ottenere il sussidio al detenuto, per un totale di 4 mila euro. Un beneficio indebito raggiunto grazie all'imperizia di chi avrebbe dovuto vigilare, e non con l'inganno, per questo il giudice ha dato ragione al carcerato.

La richiesta accolta dal caf durante un permesso premio

Dopo alcuni mesi dall'accoglimento della domanda, Inps e Guardia di finanza avevano riscontrato che un detenuto ristretto in carcere stava ottenendo il Reddito di cittadinanza. Per questo gli era stata inviata la richiesta di restituzione delle somme percepite, ed era stato avvisato del procedimento penale a suo carico. Come ricostruiscono Secolo XIX e Stampa, l'uomo si è difeso sostenendo di aver presentato la domanda per il sussidio perché altri detenuti lo avevano fatto, e non aveva mentito sulla sua situazione nelle carte che aveva inviato al caf.

Durante un permesso premio di cui aveva usufruito mentre era nel carcere di Ivrea, l'uomo era si era rivolto a un caf di Cairo Montenotte, il piccolo entro del Savonese dove viveva. Nonostante il  il Decreto Legislativo n. 4 del 2019 escluda esplicitamente le persone sottoposte a detenzione dall’accesso al Reddito di cittadinanza, il personale che ha preso in carica la sua pratica ha mandato avanti lo stesso la richiesta, fino a fargliela ottenere. Addirittura, nella domanda era allegato il documento di riconoscimento rilasciato dall’istituto penitenziario in sostituzione della carta d'identità.

Il giudice: detenuto non ha nascosto le informazioni

Proprio in ragione della chiarezza della sua situazione all'interno della domanda, il giudice non ha ritenuto il detenuto colpevole dell'indebita appropriazione del Reddito. Come sostenuto dall'avvocato Paolo Brin, l'uomo non aveva omesso informazioni, manca quindi il fondamento stesso della frode. A sbagliare è stato quindi il personale del caf.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views