La scuola è iniziata da oltre due settimane ma per Federica, una studentessa autistica che frequenta un istituto a Sassari, non è stato ancora disposto un insegnante di sostegno. Per questo, dopo numerose sollecitazioni alla direzione scolastica e al provveditorato, la madre – Rita Masia – ha deciso di compiere un gesto "estremo": "Mia figlia lascia la scuola, ma non per sua volontà. Non ce la facevo più a vederla soffrire", ha spiegato in un'intervista rilasciata a Repubblica in cui ha motivato la sua decisione. "Spero che almeno così qualcuno si accorga del disagio che sta vivendo e ci aiuti".

Federica, 19 anni, frequenta il quarto anno del liceo artistico di Sassari e dal 16 settembre ad andare regolarmente alle lezioni. Da quel giorno, tuttavia, non ha ancora potuto usufruire di un'insegnante di sostegno – di cui pure avrebbe diritto – ed è costretta a stare "seduta al banco da sola per cinque ore al giorno, tutti i giorni, senza fare niente se non vedere gli altri che fanno lezione – spiega la mamma -. Non può fare nemmeno fare educazione fisica o il laboratorio di moda". La donna si è più volta rivolta al dirigente scolastico che sin dal primo giorno di scuola l'ha rassicurata sull'imminente arrivo di un insegnante di sostegno, da nulla si è ancora mosso e per questo la signora Rita ha deciso di compiere un gesto simbolico, ritirando la figlia dalla scuola: "Mi è presa una stretta al cuore mentre la portavo via, ma è stata una scelta giusta. In questo modo almeno non sta più male, perché quando torna da scuola è carica di stress e rimane nervosa per tutto il giorno".

La donna ha motivato il suo gesto con un post su Facebook che ha ottenuto molti commenti favorevoli, ma nessun gesto concreto è stato ancora fatto. Come Federica in Italia ci sono decine di migliaia di studenti che ne avrebbero bisogno. Secondo il Ministero dell'istruzione per i 272mila studenti che ne avrebbero diritto ci sono solamente 156mila insegnanti.