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Omicidio Saman Abbas

Saman Abbas, lo zio Danish chiese protezione per la moglie in cambio di informazioni sul corpo

Lo zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, avrebbe trattato con un agente della polizia penitenziaria per ottenere protezione per sua moglie in cambio di dichiarazioni alla Procura su dove trovare i resti della 18enne uccisa a Novellara.
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A cura di Gabriella Mazzeo
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Saman Abbas e lo zio Danish Hasnain
Saman Abbas e lo zio Danish Hasnain
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Omicidio Saman Abbas

Lo zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, avrebbe negoziato per rivelare agli inquirenti dove trovare il corpo della 18enne uccisa a Novellara nel 2021. Il procuratore Gaetano Paci ha depositato in udienza un audio ritrovato nel telefono di un agente della polizia penitenziaria, indagato con altri tre colleghi per tortura ai danni di un detenuto. Il fascicolo, che nulla ha a che vedere con il caso di Saman Abbas, ha però permesso agli inquirenti di accedere alla registrazione.

Nell'audio, Danish chiese all'agente della Polizia Penitenziaria di ottenere protezione per la moglie in cambio di informazioni sul luogo dell'occultamento del corpo della 18enne uccisa per essersi opposta a un matrimonio combinato. Il 25 ottobre, giorno della registrazione, Danish chiese per la prima volta di parlare con la Procura per fare dichiarazioni. Nella registrazione si sentono tre persone parlare: uno è Danish, mentre l'altro è un detenuto pachistano che fa da mediatore con l'agente.

Nel dialogo tra i tre, sembra che Danish avesse intenzione di collaborare già mesi prima della sua effettiva decisione di indicare agli inquirenti dove si trovasse il corpo. I resti della giovane furono ritrovati a metà novembre, dopo che Hasnain aveva chiesto di interloquire con la Procura per fornire informazioni il 25 ottobre.

Nel processo per la morte della 18enne è stata fondamentale anche la testimonianza del fratello della ragazza, da poco maggiorenne. Il giovane ha deciso di raccontare agli inquirenti delle pressioni subite dai familiari, dal padre Shabbar (quando ancora era latitante) e dalla madre Nazia, che è ancora ricercata. La donna avrebbe più volte cercato di convincere il figlio a non parlare e a dichiarare agli inquirenti l'innocenza dei 5 familiari accusati dell'omicidio e dell'occultamento di cadavere. Il ragazzo, però, si è rifiutato e ha deciso di presentarsi in aula e testimoniare.

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