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Scomparsa Saman Abbas
21 Novembre 2022
16:31

Saman Abbas, associazione Penelope: “Difficile estrarre corpo dalla serra, ma pochi dubbi sia lei”

L’intervista di Fanpage.it all’avvocato Barbara Iannuccelli, che assiste l’associazione Penelope a tutela degli amici e dei familiari delle persone scomparse e che è costituita parte civile nel processo sull’omicidio di Saman Abbas: “Il dato positivo è che oggi i difensori degli imputati non hanno più l’argomento difensivo della mancanza del cadavere. La mamma? Grande responsabilità morale nel delitto”.
A cura di Ida Artiaco
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Saman Abbas.
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Scomparsa Saman Abbas

"Non è un ritrovamento fatto per caso o frutto di una attività di ricerca programmata. La modalità del ritrovamento su indicazione di un imputato al 90% colma tutti i buchi di insicurezza sull'identità della vittima. Da quel che so la difficoltà riguarda soprattutto l'estrazione del corpo, che parrebbe interrato a una profondità importante".

Commenta così a Fanpage.it la notizia del ritrovamento di ossa umane in una serra a Novellara, che quasi sicuramente appartengono a Saman Abbas, l'avvocato Barbara Iannuccelli, che assiste l'associazione Penelope a tutela degli amici e dei familiari delle persone scomparse e che è costituita parte civile nel processo sull'omicidio della 18enne pachistana, che inizierà a febbraio.

Avvocato Iannuccelli, ossa umane che potrebbero appartenere a Saman sono state ritrovate laddove nei mesi scorsi erano già state compiute delle ricerche. Cosa ne pensa?

"È stato dispiegato un potente plotone per la ricerca di Saman. Si è fatto leva sull'immagine delle tre persone con la pala e con la busta, che dunque dava l'idea del seppellimento. È vero che la serra è stata scandagliata col georadar, ma è anche vero che questo funziona fino a 5 metri di profondità a patto che la superficie sia libera. Invece, in questo caso l'abitazione era obsolescente e abbandonata, il corpo pare sia a più di tre metri di profondità con tutta una serie di detriti sopra, come pietre e mattoni. Anche a vista non dava idea di un luogo facilmente ispezionabile.

Non mi sento di accusare nessuno, ma, dato per scontato che il corpo era nelle vicinanze dell'abitazione della famiglia Abbas, i cani molecolari non sarebbero riusciti a fiutare nulla. Inoltre, quella è costruzione in stato di pericolo di crollo. Do ragione all'avvocato Nicodemo Gentile, presidente di Penelope, quando parla di cadavere a km zero nel caso di Saman: noi come associazione siamo abituati a vivere delle situazioni in cui i familiari sono buttati per anni in situazioni di sconforto per poi ritrovarsi il cadavere del figlio a 70 metri dall'abitazione.

Ma so anche che la procura di Reggio Emilia ha fatto tanto per Saman, esiste una relazione di oltre 600 pagine in cui sono annotati numeri di targa e telefono che hanno agganciato la cella telefonica sopra la serra, uno per uno sono stati individuati e contattati…un potente dispiegamento di forze".

Dal punto di vista processuale, quanto è importante questa svolta della vicenda?

"Il dato positivo è che oggi i difensori degli imputati non hanno più l'argomento difensivo della mancanza del cadavere, che sicuramente non osta a una condanna, ma che poteva, in base a chi avevamo davanti, instillare un ragionevole dubbio sulla non visibilità di Saman.

In casi simili basta solo argomentare ad esempio che la ragazza si era già allontanata volontariamente dal nucleo familiare. Tra l'altro proprio su Saman c'è una denuncia di scomparsa fatta dal padre quando la ragazza si recò da una persona in Belgio conosciuta sui social.

Quindi anche dal punto di vista documentale avrebbero potuto argomentare che come è andata via una volta potrebbe averlo fatto di nuovo. È un notevole passo in avanti per arrivare alla condanna. Ora se la giocheranno sulla responsabilità limitata all'occultamento del cadavere oppure sulla responsabilità più estesa al fatto omicidiario".

Per altro a quanto pare è stato lo zio Danish a dare indicazioni sul luogo della sepoltura, anche se lui ha sempre sostenuto l'innocenza….

"Ricordo l'udienza del 17 maggio 2022 in cui siamo stati ammessi come parte civile. La sua difesa ha ribadito in aula che lo zio Danish era assolutamente innocente. Trattandosi di un atto irripetibile, sarà stato stilato un verbale di queste dichiarazione, fa parte della corte d'Assise, ma essendo l'udienza fissata al 10 di febbraio non possiamo ancora leggerlo ed entrare nel dettaglio".

Quando potremo avere la certezza che quelle ossa appartengono a Saman?

"Non è un ritrovamento fatto per caso o frutto di una attività di ricerca programmata, come sottolineato dal procuratore Paci. La modalità del ritrovamento su indicazione di un imputato al 90% colma tutti i buchi di insicurezza sull'identità della vittima. Da quel che so la difficoltà riguarda soprattutto la difficoltà l'estrazione del corpo, che parrebbe interrato a una profondità importante.

Stiamo aspettando, come parti civili ammesse, la comunicazione di questo incidente probatorio. Io penso che entro stasera arriverà qualcosa. Anche perché so dalle persone che sono sul posto che l'edificio è pericolante e se si va avanti nel tempo la pioggia o la neve possono modificare in modo irreversibile il luogo".

Penelope ha anche fatto un appello nei confronti della madre di Saman, che è l'unica ancora latitante. Cosa ne pensa?

"Nazia è sicuramente una degli imputati colpiti da mandato di arresto internazionale, è una persona che deve essere tradotta in Italia per essere messa davanti alle proprie responsabilità.

I video diffusi in passato la escluderebbero da qualsiasi condotta omicidiaria per il poco tempo che intercorre da quando accompagna Saman nel viottolo e il momento del rientro. Ma dagli atti emerge che lei ha provato a farla tornare a casa, lei è il motivo per cui la ragazza è tornata. Ha anche provato a convincere l'altro figlio a stare zitto e a non fare nulla dopo il delitto. La sua è una grande responsabilità morale".

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