“Salvatore ha posato il cellulare, si è tolto gli occhiali, si è diretto al balcone ed è volato di sotto”. Questo il racconto degli unici testimoni della morte di Salvatore Cipolletti, 24enne di Pisa spirato dopo un volo di sette piani nella notte tra il 9 e il 10 marzo, a Varsavia. Secondo gli amici che erano con lui nell'appartamento dove si trovava in vacanza, Salvatore si sarebbe voluto togliere la vita, ma a questa spiegazione la famiglia Cipolletti si rifiuta di credere.

Torniamo a qualche giorno prima dei fatti. Salvatore, studente universitario di Ponsacco (Pisa) che si guadagna anche da vivere lavorando, compra un biglietto di andata e ritorno da Varsavia. Nel viaggio lo accompagnerà la sua fidanzata, ma la ragazza, che sarebbe dovuta partire con insieme a Salvatore con un'amica, alla fine non parte più e Salvatore si organizza in altro modo. Il viaggio lo farà con alcuni ragazzi conosciuti grazie ai giochi di ruolo online tra cui Call of Duty. Salvatore, Iacopo, Jakub  e Adam si ritrovano insieme nell'appartamento di Varsavia, dove la notte tra il 9 e il 10 marzo consumano liquore e LSD. È in quella strana serata che Salvatore invia una serie di misteriosi messaggi audio alla sua ragazza in Italia.

"Siamo vicini a lasciare un segno… io ho lasciato il segno per davvero, quindi ho fottutamente vinto", le dice mentre alterna i messaggi con il nome di tale Adrian, un personaggio che resterà misterioso e che è stato spesso ritenuto il quinto amico della comitiva. Intanto il segno lo lascia per davvero incidendo un graffio su un mobile. Quella sera vengono effettuati accessi al dark web dalla stanza dei ragazzi, ma i tre superstiti negano che stessero giocando. "Eravamo in vacanza, ci stavamo divertendo" dicono. Arriva così il momento, inspiegabile e tragico, in cui Salvatore si lancia dal settimo piano senza dire nulla, senza lasciare biglietti, lettere o risposte per chi si interroga su quell'inatteso gesto.

Si è lanciato veramente di sua volontà? Gli amici giurano di sì, si dicono feriti dalle speculazioni che intanto circolano sui giornali italiani che riconducono la morte a un giro di video estremi pagati in bitcoin sul dark web. Varsavia ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, mentre in Italia, indaga la procura di Roma, competente per gli italiani deceduti all’estero.