Sacche di plasma buttate nelle Marche, carabinieri del NAS all’ospedale Torrette dopo la denuncia di Fanpage.it

L'inchiesta giornalistica sullo spreco di plasma nella Regione Marche compie un importante salto di qualità con l'ingresso dei Carabinieri del NAS nelle indagini. Stando a quanto appreso da Fanpage.it da fonti qualificate, i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità si sono attivati per fare piena luce su una gestione che appare costellata di possibili incongruenze documentali: gli uomini dell'Arma – ma anche i membri della "commissione di verifica" istituita ieri dalla Regione Marche – si sono recati questa mattina presso la direzione generale dell'ospedale Torrette, che coincide anche con la sede della direzione sanitaria. I militari hanno visitato anche il centro trasfusionale; al momento non sarebbe stata ispezionata l'officina trasfusionale né la stanza in cui erano fisicamente custodite le sacche di sangue.
L'obiettivo degli inquirenti è ora quello di verificare la regolarità delle procedure di conservazione e smaltimento, cercando di stabilire se vi siano state negligenze amministrative o omissioni che hanno portato alla distruzione di un patrimonio sanitario di inestimabile valore, frutto della generosità di migliaia di donatori che con il loro gesto gratuito e volontario alimentano il sistema trasfusionale.

La vicenda trae origine dalla scoperta di un massiccio spreco di sacche di plasma che ha già portato al macero 323 unità (circa 75 chili); la stessa fine la faranno nei prossimi giorni altre circa 1.300 sacche. In totale saranno eliminati quindi quasi 6 quintali di prezioso materiale biologico destinato originariamente alla produzione di farmaci salvavita come albumina e immunoglobuline. Nonostante la gravità di questi dati, l'assessore alla Sanità della Regione Marche Paolo Calcinaro ieri ha cercato di ridimensionare la portata dello scandalo, fornendo una versione dei fatti volta a minimizzare le perdite e parlando di "sole" 300 sacche eliminate. Tuttavia, la posizione ufficiale della giunta guidata da Francesco Acquaroli si scontra con alcune evidenze che suggerirebbero come quel plasma, accumulato, mal conservato e quindi mai lavorato, rappresenti in realtà un colossale spreco.

Gli inquirenti avrebbero avviato le prime verifiche della situazione. Stando a quanto raccontato da Fanpage.it, sebbene la Regione Marche abbia tentato di circoscrivere il problema a una crisi temporanea di un solo giorno "agli inizi di marzo" dovuta, i documenti e le testimonianze suggeriscono che il periodo di criticità sia stato molto più esteso e sia durate in verità diverse settimane. Inoltre, secondo la versione dell'assessore Calcinaro circa 1.300 sacche sarebbero state destinate alla ricerca immunologica, tesi che però al momento non trova riscontri solidi apparendo piuttosto come un tentativo postumo di nobilitare quello che, a conti fatti, sembrerebbe essere uno smaltimento di massa di materiale biologico ormai scaduto per gravi negligenze e carenze di personale.