"Ho perso un figlio e Antonio non mi dice neanche ciao". "Ho paura di stancare chi mi sta intorno con i miei continui pianti, specialmente mio marito ". Sono alcuni drammatici passaggi – pubblicati dal settimanale Giallo – del diario personale di Roberta Ragusa, vittima di femminicidio. "Il mio bambino è morto, me l'hanno dovuto ammazzare. Piango molto. Non riesco a fare niente. Mi sento così sola". Dalle pagine, scritte a mano, emerge un episodio rimasto sconosciuto fino a ora, quello di un aborto, esperienza durissima della quale Roberta denuncia la sofferenza e il senso di solitudine.

Parole drammatiche, quelle contenute nel diario, ma non sono nuove. Già in passato, una lettera scritta da Roberta Ragusae diffusa da ‘Chi l'ha visto', l'imprenditrice raccontava tutto il dolore e la solitudine della sua vita. "Non ti ricordi mai nulla –  al scriveva rivolta al marito Antonio Logli, oggi in carcere per omicidio – non un fiore, neanche quando è nato il primo figlio e sarebbe stato così anche alla nascita della bambina, se non te lo avesse suggerito un'altra persona. Anche oggi per esempio, non ti sei ricordato il nostro anniversario. L'ennesima delusione. Non importa, non più".

Antonio Logli, il marito condannato per omicidio, non sembra aver rinunciato all'idea di chiedere la revisione del processo. Intanto, ha annunciato il matrimonio con Sara Clazolaio, la donna con cui ha iniziato una relazione extraconiugale mentre era sposato e diventata dopo la morte della Ragusa la sua nuova compagna. Logli è stato condannato con sentenza definitiva nel luglio del 2019. Per tre gradi di giudizio è stato ritenuto l'assassino di Roberta Ragusa, uccisa a San Giuliano Terme la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.