Sono settimane chiave nella lotta alla pandemia di coronavirus: i governi di tutto il mondo, compresi quelli europei, sono alle prese non solo con le strategie di mitigazione dei contagi ma anche con quelle, non meno importanti in prospettiva futura, di organizzazione delle vaccinazioni di massa. Da un po', infatti, le principali case farmaceutiche hanno iniziato a comunicare i risultati dei test e le prime dosi di vaccino dovrebbero arrivare in Europa, e quindi anche in Italia, entro la fine di gennaio. L'Unione Europea si sta apprestando a stanziare decine di miliardi di euro per acquistare le prime dosi da somministrare alle fasce più deboli della popolazione: in particolare sono stati improntati 8,4 miliardi di euro per acquistare lotti del vaccino da Pfizer e CureVac. I 27 dovrebbero sborsare 15,5 euro per ciascuna dose del vaccino Pfizer, con un primo ordine di 200 milioni di dosi. Il primo lotto del vaccino europeo CureVac costerà invece 10 euro a dose, per circa 400 milioni di dosi. Oltre a questi il portafoglio di vaccini da produrre per l'Ue include anche quelli prodotti da AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen Pharmaceutica NV e sono stati avviati colloqui esplorativi con Moderna, alla quale sono state preordinate 160 milioni di dosi. In tutti i casi, una volta che i vaccini avranno dimostrato la loro efficacia e sicurezza, gli Stati membri Ue potranno decidere di donarne una parte a paesi a reddito medio e basso.

L'arrivo delle prime dosi di vaccino sembra quindi ormai solo questione di mesi. Vediamo quali sono quelli in "pole position".

Pfizer e BionTech

Il primo vaccino che potrebbe arrivare in Europa potrebbe essere quello di Pfizer e BionTech, con un'efficacia in fase di sperimentazione del 95%. Il farmaco necessiterebbe di doppia somministrazione  a distanza di tre settimane una dall'altra ma, a fronte di un'elevata efficacia, ci sono problemi logistici di non poco conto. Questo vaccino infatti va conservato a temperature di -70/-80 gradi e quindi richiede frigoriferi speciali sia per il trasporto che per lo stoccaggio. Il piano dell'azienda è quello di far partire 7,6 milioni di dosi al giorno dai siti produttivi di  Kalamazoo, Michigan e Puurs (Belgio). Le dosi viaggerebbero all'interno di piccole scatole stivate in container a temperatura controllata. Attualmente i paesi europei sono i primi acquirenti del vaccino Pfizer-BionTech con 200 milioni di dosi. Il costo di ogni dose si aggirerebbe intorno ai 15,5 euro.

AstraZeneca, Oxford (e l'italiana Irbm)

Il colosso farmaceutico svedese/britannico Astrazeneca, insieme all'Università di Oxford e all'italiana Irbm di Pomezia, sta lavorando alacremente a un vaccino che potrebbe essere disponibile dall'inizio del 2021 se i test, attesi per fine 2020, ne dimostreranno efficacia e sicurezza. Anche questo vaccino necessiterà di doppia somministrazione ma a differenza di quello Pfizer potrà essere conservato in normali frigoriferi. Il prezzo di ogni dose – ha fatto sapere l'amministratore delegato di Irbm – sarà di 2,80 euro, così basso da aver ottenuto un plauso anche da Medici Senza Frontiere. "Fino a quando la pandemia sarà così forte, il mercato sarà così sterminato che ci sarà per tutti", ha dichiarato Di Lorenzo.

Moderna

Lunedì scorso l'azienda farmaceutica statunitense Moderna ha comunicato che i test condotti sul suo candidato vaccino hanno mostrato un'efficacia del 94,5%. Anche questo farmaco necessiterà di doppia somministrazione a quattro settimane una dall'altra, andrà conservato in frigorifero per un totale di 30 giorni e – nota dolente – potrebbe avere un costo decisamente alto, tra i 32 e i 37 dollari a dose. Ciononostante un portavoce della Commissione Europea ha fatto sapere che è stata concordata "la fornitura di fino a 160 milioni di dosi di vaccino, ma ora dobbiamo continuare a negoziare per tradurre tale volontà in un contratto".

Johnson & Johnson

Lo scorso 8 ottobre Johnson & Johnson ha annunciato  che la Commissione Europea, per conto dei Paesi membri dell’Unione Europea (UE), ha approvato un contratto preliminare di acquisto secondo cui Janssen – azienda del gruppo – fornirà 200 milioni di dosi del suo candidato vaccino contro il COVID-19 ai Paesi membri dell’UE a seguito dell’approvazione o autorizzazione da parte delle autorità regolatorie. Quello di J&J è attualmente l'unico vaccino monodose, potrà essere conservato in frigo e avrà un prezzo stimato di 10 dollari a dose.

CureVac

Il 17 novembre la Commissione Europea ha comunicato di aver approvato un  contratto con l'azienda farmaceutica europea CureVac che prevede l'acquisto iniziale di 225 milioni di dosi per conto di tutti gli Stati membri dell'Ue, oltre a un'opzione per richiedere fino a ulteriori 180 milioni di dosi. CureVac, società con sede in Germania, ha sottoscritto un contratto di prestito da 75 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti (Bei) il 6 luglio scorso per lo sviluppo e la produzione su larga scala di vaccini, compreso quello contro il Covid. La casa farmaceutica sta sperimentando lo sviluppo di una classe completamente nuova di vaccini basati sull'Rna messaggero (mRna), trasportato nelle cellule da nanoparticelle lipidiche. La Commissione ha deciso di sostenere questo tipo di farmaco sulla base di una solida valutazione scientifica, della tecnologia utilizzata, dell'esperienza dell'azienda nello sviluppo di vaccini e della sua capacità di produzione di rifornire l'intera Ue. Il costo di ogni singola dose di vaccino CureVac sarà di 10 euro.