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Covid 19
24 Dicembre 2020
14:28

Quanti sono i giovani morti a causa del Covid-19 in Italia

Sono 737 i pazienti di età inferiore ai 50 anni che hanno perso la vita a causa di Covid-19 secondo i dati di Istituto superiore della Sanità e Ministero della Salute aggiornati al 16 dicembre: sono pari all’1,2% dei 63.573 totali conteggiati fino a quel momento. Di questi, 190 avevano meno di 40 anni e, tranne una ventina di casi, presentavano patologie pregresse.
A cura di Ida Artiaco
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Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus l'età mediana dei pazienti che sono deceduti dopo aver contratto l'infezione da Sars-CoV-2 è sempre stata alta, aggirandosi attorno agli 80 anni. Tuttavia, non sono pochi coloro che sono morti in giovane età dopo essere stati contagiati. Stando ai dati aggiornati al 16 dicembre da Istituto superiore della Sanità e Ministero della Salute, sono 737 i soggetti di età inferiore ai 50 anni che hanno perso la vita a causa di Covid-19, pari cioè all'1,2% dei 63.573 totali conteggiati fino a quel momento.

In particolare, 190 di questi avevano meno di 40 anni e, tranne una ventina di casi, presentavano patologie pregresse, stando a quanto si legge nel nuovo aggiornamento del documento "Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da Sars-CoV-2 in Italia". Numeri che sono significativi anche se si considera cosa avviene all'estero. Negli Stati Uniti infatti sono stati registrati 12mila morti in più del previsto nella fascia d’età tra i 25 e i 49 anni da marzo a luglio 2020, come ha evidenziato una ricerca del New York Times.

Tornando in Italia, dei 63.573 decessi di persone positive al Coronavirus di cui sono disponibili le informazioni, il 42% riguardava donne e l'età media era 80 anni. Il 37,9% è avvenuto in Lombardia, seguita a distanza dall'Emilia Romagna (10,6%), Piemonte (8,7%) e Veneto (8%). In un campione di quasi 6.000 pazienti di cui è stato possibile osservare la cartella clinica, il numero medio di patologie preesistenti rispetto al contagio era di 3,6, tra cui in primis l'ipertensione, che è stata la condizione cronica più diffusa nelle vittime: era presente in ben il 66% dei deceduti, seguita da diabete (29,2%), cardiopatia ischemica (27%) e demenza (23,2).

Intanto, fanno sapere dall'Iss e dal Ministero, l'epidemia da Covid-19 in Italia è in una "fase decrescente ma rallentata", con la curva dei nuovi casi che pare si sia assestata ma con un numero ancora troppo alto di decessi. "Dopo una diminuzione della Rt ora abbiamo una sorta alla stabilizzazione, la riduzione è davvero lieve con un lieve incremento dell'Rt che è ora a 0.9. Alcune regioni come Lazio e Lombardia hanno un Rt instabile mentre il Veneto ha un numero di nuovi casi che sembra di nuovo elevato", ha spiegato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

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