Giù le mani! Posate immediatamente il pacco di biscotti, anche se sono light. La fame nervosa non deve prendere il sopravvento sul nostro isolamento. Il rischio di questi giorni, in cui siamo chiusi in casa durante la quarantena per il Coronavirus, è quello rifugiarci nel cibo, alla ricerca di un conforto. "La fame nervosa è proprio la tendenza a mangiare una quantità di cibo non necessario al nostro fabbisogno – ha spiegato a Fanpage.it Gianluca Castelnuovo psicologo e docente presso l'Università Cattolica di Milano e ricercatore presso l'Istituto Auxologico Italiano – La tendenza a utilizzare il cibo per usi diversi da quelli della soddisfazione alimentare". Un quadratino di cioccolato la sera prima di andare a dormire è concesso, ma stiamo attenti che non diventi un'abitudine: "Il comfort food va bene, se è saltuario, e se ho altri strumenti per affrontare i miei momenti no".

Quali sono le cause della fame nervosa

Molto spesso mangiamo per stress, per noia, perché ci sentiamo tristi. "Si ricorre al cibo come una sorta di meccanismo di compensazione: sia quando ci sentiamo sopraffatti da emozioni negative, sia quando proviamo delle emozioni positive. La tendenza a mangiare anche quando non c'è un effettivo bisogno è così diffusa perché socialmente accettata". Limitazione degli spostamenti, trovarsi a passare 24 ore intere con una persona con cui eravamo abituati a trascorrere soltanto poche ore al giorno, inventarsi attività per accudire i propri figli: sono tutte situazioni che possono provocare stress e chi non ha altre valvole di sfogo può tendere a rifugiarsi nel cibo. "In questo caso la fame nervosa è proprio indotta dal contesto. E dobbiamo fare molta attenzione, perché la pandemia potrebbe andare avanti per mesi e non possiamo rischiare che questo tipo di tendenza diventi un'abitudine". 

Migliorare la qualità e ridurre la quantità

Uno dei modi per contrastare la fame nervosa è puntare sulla qualità del cibo. "Chi si trova a dover passare tante ore in casa, avendo molto tempo a disposizione, potrebbe decidere di impiegare il proprio tempo nella preparazione di piatti particolari e molto elaborati". Anche apparecchiare una bella tavola, preparare tutto il necessario all'esperienza del gusto può essere utile per dare risalto a ciò che mangiamo. "Evitiamo di mangiare in piedi e di scappare in dispensa quando ci sorprende l'attacco di fame. Proviamo a raffinare il gusto, la qualità e il piacere della tavola, a dispetto della quantità. Prendiamoci il lato migliore dell'alimentazione, l'emozione di serie A e dedichiamoci alla preparazione di piatti diversi dai soliti". 

Nei momenti critici non c'è solo il cibo

E mentre il primo suggerimento atteneva comunque la sfera alimentare, il secondo consiglio riguarda invece la nostra vita al di là del cibo: "Fare in modo che nella nostra cassetta degli attrezzi durante i momenti critici non ci sia solo il cibo. Se abbiamo litigato con il partner, se la convivenza si fa pesante, se abbiamo avuto dei problemi a lavoro, non possiamo soltanto rifugiarci nel cibo. Il cibo è semplice, economico, non tradisce ma non possiamo lasciare che sia l'unico strumento che abbiamo". Rispolveriamo le nostre passioni e i nostri talenti: "Uno dei modi per scaricare la tensione potrebbe essere la scrittura. Se siamo arrabbiati anziché sfogarci sul cibo, sfoghiamoci su una pagina bianca. Scriviamo lì tutti i motivi per cui siamo nervosi (dandoci delle regole e un tempo dedicato)". Anche l'attività fisica potrebbe costituire una buona valvola di sfogo: "Anche con un allenamento indoor si producono endorfine, si riduce l'ansia e migliora il nostro sistema cognitivo. Una vera e propria droga naturale e assolutamente benefica". 

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