Quali sono i migliori ospedali al mondo per specialità, la classifica di Newsweek: 4 italiani in top ten
Ci sono quattro ospedali italiani nelle prime dieci posizioni della classifica internazionale stilata dalla rivista Newsweek che ogni anno individua le strutture migliori in aree specifiche della medicina.
La World's Best Specialized Hospitals 2027 è stata elaborata dal settimanale in collaborazione con l'azienda Statista, 13 le specialità mediche considerate: cardiologia, cardiochirurgia, oncologia, neurologia, neurochirurgia, ortopedia, ostetricia e ginecologia, endocrinologia, gastroenterologia, pediatria, nefrologia, pneumologia, urologia.
I punti di forza che incidono sulla classifica variano a seconda della specializzazione e si basano sulle raccomandazioni degli esperti, accanto a indicatori di qualità e misure di assistenza incentrate sul paziente.
Il Bambino Gesù di Roma si è aggiudicato il quarto posto su 250 per la pediatria, l'Istituto Neurologico Besta di Milano è ottavo su 150 per la neurologia, il policlinico Gemelli di Roma è terzo su 125 per ostetricia e ginecologia, l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna è al nono posto per l'ortopedia.
Quali sono i migliori ospedali al mondo per specialità secondo Newsweek
Di seguito, i migliori ospedali al mondo per specialità:
- Cardiologia: Cleveland Clinic (Usa)
- Cardiochirurgia: Mayo Clinic (Usa)
- Oncologia: Memorial Sloan Kettering Cancer Center (Usa)
- Neurologia: Charité – Universitätsmedizin Berlino (Germania)
- Neurochirurgia: Mayo Clinic (Usa)
- Ortopedia: Hospital for Special Surgery (Usa)
- Ginecologia e ostetricia: Johns Hopkins Hospital (Usa)
- Endocrinologia: Mayo Clinic (Usa)
- Gastroenterologia: Cleveland Clinic (Usa)
- Pediatria: Hospital for Sick Children (Canada)
- Nefrologia: Charité – Universitätsmedizin Berlino (Germania)
- Pneumologia: Mayo Clinic (Usa)
- Urologia: Mayo Clinic (Usa)
A questo link trovate le classifiche complete.
Sono 42 gli ospedali italiani entrati nella classifica
Fra i 42 ospedali italiani entrati nella classifica, la maggior parte si trova in Lombardia (15) e Lazio (7), seguita da Piemonte (5) e Campania, Toscana e Veneto sono rappresentate con tre strutture ciascuno.
Sono nove le eccellenze italiane che si sono classificate per la Chirurgia cardiaca, una delle 13 specializzazioni considerate nella classifica, e occupano i posti compresi fra 28 (con il Centro Cardiologico Monzino) e 127 su 150.
Per la cardiologia, sui 300 ospedali citati, 21 sono italiani e occupano i posti compresi fra 22 (con il San Raffaele di Milano) e 277. Fra le 150 migliori strutture per l'endocrinologia, quelle italiane sono 9, dal posto 29 con il policlinico Gemelli di Roma al 138, e fra i 175 migliori ospedali per la gastroenterologia gli italiani sono 10, classificati fra i posti 11 (policlinico Gemelli) e 154.
Sono due le strutture italiane fra le 100 migliori per la nefrologia (posti 35 e 47) e quattro fra le 150 migliori per la neurologia, con la fondazione Besta di Milano ottava. Per la neurochirurgia, fra le 125 strutture classificate quelle italiane sono quattro, con la Fondazione Besta undicesima.
Per l'ostetricia e la ginecologia, il policlinico Gemelli è terzo nella classifica di 125 ospedali, della quale fanno parte sei strutture italiane. Decisamente importante la presenza italiana fra i 300 migliori ospedali per l'oncologia, con 15 ospedali. L'Istituto Europeo di Oncologia di Milano è quattrodicesimo.
Per l'ortopedia fra i 150 migliori ospedali otto sono italiani e si è classificato nono l'Istituto Rizzoli di Bologna, e fra i 250 migliori ospedali per la pediatria, gli italiani sono 11 con il Bambino Gesù al quarto posto. Sono otto su 150 le migliori strutture italiane per la pneumologia e sono infine cinque su 125 quelle per l'urologia.
Quali sono i criteri con cui è stata stilata la classifica
La classifica è stata elaborata seguendo tre componenti di valutazione che concorrono al punteggio complessivo con peso differente. Il primo è la reputazione professionale, che rappresenta l’85% del punteggio.
Migliaia di medici, professionisti sanitari e direttori ospedalieri di oltre 30 Paesi sono chiamati a indicare le strutture che considerano migliori nelle rispettive aree di competenza.
Poi ci sono le certificazioni di qualità (10% del punteggio): sono considerati gli standard di sicurezza e qualità riconosciuti da organismi nazionali e internazionali e le certificazioni relative a specifiche aree di cura.
Infine, l'adozione dei PROMs-Patient-Reported Outcome Measures, programmi con cui gli ospedali raccolgono e utilizzano le valutazioni riferiti direttamente dai pazienti riguardo a salute e qualità di vita, corrisponde al 5%.