È stata una notte di guerriglia quella appena trascorsa in Italia: da Nord a Sud, infatti, gruppi di manifestanti si sono riversati in strada per protestare contro le misure restrittive dell'ultimo Dpcm, firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lo scorso 24 ottobre. Da Torino a Milano, passando per Napoli e Trieste e arrivando a Lecce, la situazione è presto degenerata, con lanci di bottiglie e bombe carte e saccheggio di negozi, per lo più grandi firme, cassonetti gettati a terra e dati alle fiamme e cariche della polizia. Solo a Torino sono 5 le persone fermate dopo i disordini. Per questo, dal Viminale è stata lanciata massima allerta. Alcuni poliziotti sono anche rimasti feriti. Ecco, di seguito, la cronaca, città per città delle proteste della scorsa notte.

Torino

In piazza Castello a Torino sono state circa 500 le persone che hanno dato vita la scorsa notte ad una protesta che è degenerata in guerriglia. In dieci sono stati fermati dopo i disordini. Momenti di tensione si sono verificati quando alcune centinaia di manifestanti hanno lanciato prima dei fumogeni e poi alcuni petardi contro le forze dell'ordine. Diverse vetrine, soprattutto di grandi marchi, sono state distrutte nel centro del capoluogo piemontese e, in alcuni casi, i negozi sono stati saccheggiati. Alcuni monopattini sono stati dati alle fiamme. È arrivata anche un'ambulanza per soccorrere un fotoreporter rimasto ferito alla testa dal lancio di una bottiglia. Inoltre sono rimasti feriti due poliziotti. Cinque le persone che sono state fermate. Ammontano a decine di migliaia di euro i danni causati dai violenti. Buona parte della refurtiva dei saccheggi è stata recuperata dalle forze dell'ordine.

Trieste

Proteste anche a Trieste, dove migliaia di titolari di bar, ristoranti, pasticcerie, palestre e piscine hanno manifestato per protestare contro le misure decise nei confronti delle rispettive categorie nell’ultimo Cdpm. "Non siamo untori", hanno sottolineato molti "ma lavoratori", segnalando di aver investito somme di denaro in plexiglas, sanificazioni e altri sistemi di protezione dal Covid-19 e ora sono stati costretti a chiudere. "Ci avete preso in giro, ora ci state uccidendo", si legge su uno degli striscioni esposti. Tuttavia, anche qui la situazione è ben presto degenerata. Alcuni presenti hanno lanciato fumogeni in direzione della Prefettura, sarebbero stati colpiti anche carabinieri e rappresentanti della stampa. I gesti di violenza sono stati condannati da Fedriga e dal sindaco, Dipiazza.

Lecce

Disordini anche a Lecce. Al grido "Libertà, Libertà" alcuni manifestanti, che esibivano un cartello dei Lavoratori autonomi uniti, hanno forzato un cordone di polizia in assetto antisommossa nel centro cittadino e hanno lanciato un paio di fumogeni. La protesta però non è degenerata in scontro fisico. Per altro, molti cittadini sono scesi in piazza per manifestare la loro solidarietà nei confronti dei titolari di pub, pizzerie e ristoranti, costretti alla chiusura alle ore 18. I manifestanti si sono radunati spontaneamente attraverso un tam tam sui social network e le chat WhatsApp.

Milano

 

Scontri anche a Milano tra manifestanti e forze dell'ordine durante un corteo non autorizzato contro il nuovo Dpcm anti-Covid. Un centinaio le persone scese in piazza per dire no alle nuove restrizioni introdotte dal governo. Sono stati lanciati fumogeni e bombe carta contro gli agenti, un poliziotto è rimasto ferito. È stata anche lanciata una molotov verso un'auto della polizia locale, che non è stata centrata. I manifestanti, alcuni anche con catene nelle mani, si sono poi spostati verso la sede della Regione Lombardia e qui hanno lanciato pietre, bottiglie e grossi petardi. Dopo gli incidenti, le forze dell'ordine hanno accompagnato 28 manifestanti in questura, tra cui una decina di minorenni, e gli investigatori stanno vagliando i provvedimenti a loro carico. Sembra che a provocare i disordini siano stati soprattutto giovanissimi. Danneggiati anche dehors di locali, monopattini e biciclette a noleggi e anche un tram.

Napoli

 

Dopo la guerriglia dello scorso venerdì sera, a Napoli la protesta, pacifica, è iniziata in piazza del Plebiscito per poi dirigersi verso il palazzo della Regione Campania, con il benestare delle forze dell'ordine. Una volta sciolta la manifestazione, la folla si è dispersa, ma un gruppo di circa 100 manifestanti ha deviato su una delle strade laterali arrivando sul lungomare. Durante queste fasi la tensione è stata molta alta ed uno di loro è stato fermato dalla forze dell'ordine.