Protesta tir, quando tornano le merci nei supermercati: “Almeno una settimana dalla fine dello sciopero”

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Al Sud proseguono le proteste degli autotrasportatori e negozi e supermercati continuano a essere a secco di rifornimenti. Fanpage.it ha chiesto a Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, quanto tempo ci vorrà per far tornare merci e prodotti freschi sugli scaffali.
Intervista a Carlo Alberto Buttarelli
Presidente di Federdistribuzione

In tutto il Sud Italia le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante stanno paralizzando i rifornimenti alla grande distribuzione. In molti supermercati gli scaffali dei prodotti freschi sono vuoti da giorni e tuttora non è ben chiaro come evolverà la situazione. In Sicilia il sindacato dei trasportatori CTS (Comitato trasportatori siciliani) ha revocato lo sciopero dopo aver raggiunto un principio d'intesa con il ministro Matteo Salvini, ma in Abruzzo, Campania, Calabria e Molise le proteste proseguono con blocchi autostradali e manifestazioni di piazza. Milioni di italiani continuano quindi a chiedersi con preoccupazione quanto durerà questo stallo e, soprattutto, tra quanto tempo si potrà tornare alla normalità. Abbiamo fatto il punto con il presidente di Federdistribuzione Carlo Alberto Buttarelli.

"Dopo l'incontro di ieri con il governo la situazione si è alleggerita in Sicilia. Anche in Puglia, questa mattina, si registrano segnali di ripresa delle attività di trasporto", conferma Buttarelli. "La situazione rimane invece grave, anzi si sta aggravando, in Calabria e in Campania. Nelle aree interessate siamo ormai al quinto o sesto giorno di blocco e abbiamo punti vendita completamente privi di merce. Inizialmente sono mancati i prodotti freschi, i primi a essere bloccati, ma ora l'emergenza si sta allargando a tutti i prodotti di largo consumo poiché non riusciamo a rifornire i negozi".

Presidente, in questo momento dove sono bloccate le derrate alimentari?

Le merci sono bloccate in diversi punti della filiera. Alcune derrate agricole si trovano ancora presso gli agricoltori. Chi aveva già raccolto i prodotti pronti per la spedizione li ha nei propri depositi e rischia di doverli buttare a breve perché non possono resistere a lungo. Altri agricoltori non hanno nemmeno iniziato la raccolta, sapendo di non avere la possibilità di trasportare la merce. Altri blocchi ancora riguardano i nostri centri distributivi. Lì la merce ricevuta resta ferma nei depositi e non riusciamo a farla arrivare ai punti vendita. Ovviamente riteniamo questa situazione inaccettabile.

Quali sono le zone maggiormente interessate dai disagi?

La crisi riguarda in modo concentrato specifiche aree della Calabria e della Campania. In Calabria, ad esempio, la zona di Cosenza è ancora completamente bloccata. In Campania c'è un forte impatto nella zona di Marigliano, oltre a diversi blocchi a macchia di leopardo sul territorio. Si tratta di disagi causati da autotrasportatori che intendono proseguire la protesta in un modo, me lo lasci dire, inaccettabile, impedendo anche ai colleghi che vorrebbero riprendere l'attività di lavorare e danneggiando così la loro stessa categoria.

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Secondo lei entro quando potrà sbloccarsi la situazione?

Difficile fare previsioni precise. Abbiamo segnalato e continuiamo a segnalare al Ministero dell'Interno le situazioni critiche che richiedono controlli e interventi. Poiché il governo si è impegnato a dare segnali concreti, ci auguriamo che nell'arco di uno o due giorni si possa ripristinare almeno la viabilità.

Quanto tempo ci vorrà per ritrovare le merci sugli scaffali?

Nelle aree più complesse, per il ritorno alla normalità nei negozi ci vorranno almeno 5-6 giorni da quando la circolazione riprenderà. Alcuni prodotti arriveranno subito, ma per il pieno ripristino delle scorte servirà circa una settimana.

Dal punto di vista economico, chi subisce i danni più rilevanti di questa situazione?

Quando il prodotto è già partito ed è arrivato nei nostri centri distributivi, la responsabilità e il danno sono a nostro carico. Se invece il prodotto non riesce a partire, il danno ricade purtroppo sull'agricoltore. Con i nostri partner agricoli abbiamo rapporti di lunga data e ci sono realtà letteralmente disperate. Per molte colture, perdere una finestra di raccolta a causa dei blocchi significa perdere l'incasso di un intero anno di lavoro.

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