Gli autotrasportatori siciliani revocano lo stop dei tir: accolte quasi tutte le loro richieste

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Dopo un confronto con il ministro Salvini il Comitato trasportatori siciliani (CTS) ha disposto la revoca del fermo dei servizi per sbloccare la situazione logistica in Sicilia e dare un segnale di apertura al Governo.

Il Comitato trasportatori siciliani (CTS) ha revocato il fermo dei servizi per sbloccare la situazione logistica in Sicilia e dare un segnale di apertura al Governo. La decisione è giunta dopo il confronto con il ministro Matteo Salvini, durante il quale sono state accolte la quasi totalità delle richieste della piattaforma rivendicativa. L'associazione precisa, tuttavia, che le aziende rimarranno in stato di agitazione fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti.

A definire la posizione dell’esecutivo era stato in mattinata il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, al termine del vertice svoltosi in Prefettura a Milano alla presenza proprio di Salvini e delle sigle di categoria (Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi e Sna-Casartigiani). Nel fare il punto sulle mobilitazioni e sull'apertura del dialogo con le realtà autonome, Rixi ha tracciato il perimetro dell'intervento del Governo: "Una situazione come questa non può continuare, quindi giuste le istanze, però i blocchi non possono essere consentiti sine die". Il viceministro ha quindi anticipato il confronto con le frange più rigide della protesta: "Ci saranno incontri anche con la frangia di Cobas che hanno fatto i blocchi in questi giorni. Il ministro chiederà ovviamente di eliminare i blocchi di fronte all'impegno da parte del governo di andare a erogare immediatamente le risorse".

Sul fronte economico, Rixi ha annunciato l'avvio immediato dei pagamenti per sanare i crediti d'imposta sul gasolio: "Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d'imposta sarà ovviamente nel '27". Nello specifico dell'erogazione, il viceministro ha chiarito che "da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430, che ora sono diventati 480 milioni circa, per azzerare tutte le domande che sono pervenute fino al 30 di agosto, che è l'ultima finestra che è stata aperta".

A queste misure si affiancano risorse mirate per arginare i costi di trasporto via mare: "Il governo ha stanziato più di 150 milioni di euro per sostenere il settore dell’autotrasporto. Le risorse saranno destinate al credito d’imposta e a interventi legati al sistema Ets, con l’obiettivo di compensare l’aumento dei costi dei noli marittimi". L'intero pacchetto dovrebbe confluire in un decreto rapido concertato con il Ministero dell'Economia.

La mobilitazione, promossa dal Comitato trasportatori siciliani, era scattata per denunciare l'insostenibilità dei costi aziendali che minacciano la sopravvivenza stessa del comparto nell'isola. Tra i punti cardine della piattaforma economica spiccava anzitutto la questione del caro gasolio. A pesare sui bilanci del settore vi è poi la partita aperta sui fondi compensativi e sulle risorse pregresse.

Accanto alle rivendicazioni di carattere finanziario, la protesta ha acceso i riflettori sulla condizione di insularità e sui collegamenti marittimi da e per la Sicilia, gravati da rincari spropositati dei biglietti e delle tariffe d'imbarco per i mezzi pesanti, costi che incidono pesantemente sulla competitività delle merci isolane. Proprio per evitare che le rassicurazioni restino promesse a vuoto, il CTS subordina la definitiva chiusura della vertenza alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa formale e vincolante con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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