“Il risultato operativo c’è stato, ma purtroppo i nostri ragazzi non ci sono più”. Commentano così i vigili del fuoco di Alessandria la notizia dell’arresto di Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina di Quargnento nella cui esplosione sono morti nella notte tra il 4 e il 5 novembre Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido. Il dolore per la perdita dei tre colleghi rimane, ma "comunque giustizia comincia a essere fatta", aggiungono a proposito del fermo dell’uomo, che ha confessato di essere il responsabile della terribile esplosione che ha ucciso i tre pompieri. La svolta nelle indagini sull’esplosione nella cascina di Quargnento è arrivata a pochi giorni dalla tragedia e solo poche ore dopo i funerali solenni di Matteo, Marco e Antonino. Giovanni Vincenti ha detto che non avrebbe voluto uccidere, ma intendeva danneggiare l’immobile per truffare l’assicurazione. È stato il procuratore di Alessandria Enrico Cieri a spiegare questa mattina in conferenza stampa perché Giovanni Vincenti è stato arrestato, mentre sua moglie è indagata a piede libero.

Giovanni Vincenti avrebbe potuto avvisare i carabinieri ed evitare la morte dei pompieri – Il proprietario della cascina, ha sottolineato il procuratore, avrebbe potuto evitare la tragedia: “La notte della tragedia Vincenti è stato informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato – ha spiegato il magistrato -. Vincenti non ha detto che all'interno della casa c'erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Era intorno all'1, ci sarebbe stata mezz'ora di tempo per evitare la tragedia". Vincenti è crollato, confessando le proprie responsabilità, di fronte al ritrovamento del manuale di istruzione del timer utilizzato per innescare le bombole di gas nascoste nella cascina. "Il foglietto di utilizzo del timer era sul comò in camera da letto – ha rivelato il magistrato – È stato questo elemento a indurlo alla confessione".