“Vi ricordate Anita, la ragazzina di Torino che per settimane ha manifestato davanti alla sua scuola per chiedere di rientrare in classe? Due giorni fa la madre mi ha inviato una lettera. Che mi ha turbato profondamente”. Lo scrive sui social l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, dando notizia della valanga di insulti sui social network ricevuti dall’adolescente. "I miei allievi sono differenti: sono adolescenti sani". "Tesoro di mamma vai da un terapeuta". "Serve la custodia di una casa di cura specializzata in malattie mentali". Sono soltanto alcuni dei commenti piovuti sotto il post di Anita, la studentessa diventata simbolo della lotta anti Dad: "Preferisco la classe alle vacanze, abbiamo perso troppo tempo", è la frase-‘scandalo' della giovanissima riportata dal sito specializzato ‘Orizzonte Scuola' su Facebook, chiaramente con riferimento al dibattito in corso sull’allungamento del calendario scolastico.
È stata la madre della giovane a scrivere alla Azzolina.

“Insulti rivolti ad una ragazzina di 12 anni. Fa male ripeterli, ma credo sia necessario”, scrive l'ex ministra che cita alcuni degli improperi nei confronti di Anita: ”‘Fatti curare, mandiamola a pulire i bagni, disagio, assistenti sociali, malattia mentale’. E così via. C’è anche chi – questo fa sorridere, ma neanche tanto – la accusa di essere ‘infantile’. Ebbene sì, a 12 anni credo sia consentito. Agli adulti un po’ meno”, aggiunge l’ex ministro.

“Tutto questo – scrive ancora Azzolina – è vergognoso e desolante. Due brevi riflessioni. La maggior parte dei commenti è stata scritta da docenti. C’è qualcosa che non va, la scuola è IL luogo in cui seminare i valori del rispetto e della tolleranza. Ho sempre difeso la categoria e lo faccio anche stavolta. A patto però che la maggioranza sana non sia anche maggioranza silenziosa. Messaggi come questi vanno rifiutati sempre. E condannati. Penso anche un’altra cosa: di cattivi maestri questo Paese è pieno anche e soprattutto fuori da scuola. In questi mesi è stato consentito a chi ha grandi responsabilità, politiche o amministrative, di minimizzare, banalizzare e anche deridere il tema della scuola in presenza, il valore dello studio, la sofferenza di bambini e adolescenti.
Questo è il risultato. Ad Anita e alla sua mamma mando un grande abbraccio”.

La madre ha fatto sapere di aver segnalato i nomi degli insegnanti che hanno insultato la figli al Miur. “Se sono già deprecabili gli insulti quando arrivano da chi si nasconde dietro l’anonimato di una tastiera è ancora peggio quando ad insultare è un insegnante, un educatore” conclude la mamma.